Come è riuscito Berlusconi a vincere le elezioni dell'aprile 2008? Perché gli italiani lo hanno rivoluto al governo nonostante le prove non brillanti delle esperienze precedenti? E perché la sinistra estrema è sparita dal Parlamento, mentre il PD non è riuscito a capitalizzare le cose buone fatte dal governo Prodi? Cosa è realmente accaduto negli ultimi 15 anni in Italia? A queste domande Tranfaglia risponde sul piano storico. Ripercorre in maniera chiara e rigorosa la storia della cosiddetta "seconda Repubblica" a partire dalla stagione di Mani Pulite fino alla rivincita di Berlusconi, passando per le varie alchimie del centro-sinistra. Utilizza tutte le fonti ufficiali a disposizione e le interessanti testimonianze dei principali protagonisti. Traccia così una delle prime sintesi della storia italiana recente e individua i principali temi sul tappeto del futuro prossimo. (continua)
A prima vista il titolo di questo libro è l'amara constatazione di chi ha seguito, nell'ultimo trentennio, la lotta che le classi dirigenti italiane hanno condotto contro l'espansione del fenomeno mafioso nel Mezzogiorno e nell'Italia intera. C'è stata, in quest
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Le generazioni del terrorismo
Questo libro nasce da un seminario svolto per due anni, dal 1985 al 1987, nelle Carceri Nuove di Torino da Nicola Tranfaglia, ordinario di Storia Contemporanea all'Università di Torino, con diciotto ex terroristi delle Brigate Rosse e di Prima Linea sulle loro scelte di vita. Al seminario ha partecipato un testimone eccezionale come Diego Novelli, sindaco di Torino dal 1975 al 1985. Gli ex terroristi, allontanatisi ormai dalla lotta armata, e disponibili a considerare le loro pesanti responsabilità, chiedevano allo storico e al politico un dialogo per capire e far capire la loro drammatica esperienza. Novelli ricostruisce quegli anni terribili, la reazione della città e del Paese, le omissioni e la cecità di molti, il coraggio di altri. (continua)
L'autore traccia una rassegna di quel che i maggiori storici italiani e stranieri hanno scritto in sessant'anni sul fenomeno fascista, mettendo in luce la difficoltà, ancora perdurante, di riconoscere la centralità della dittatura mussoliniana nella storia d'Italia e le forti responsabilità delle classi dirigenti nazionali nell'avvento del fascismo come nel suo superamento dopo il 1945. L'esame di coscienza degli italiani è stato in questi anni mutilo e parziale. Tranfaglia, conduce il lettore a rileggere con serenità quel che è veramente accaduto in quegli anni e a confutare le critiche di un revisionismo spesso fondato più su elucubrazioni postume e chiacchiere giornalistiche che su ricerche degne di questo nome. (continua)
Il Ministero per la Stampa e la Propaganda, diretto dal 1935 da Galeazzo Ciano, esercitò sui quotidiani una rigida supervisione attraverso i costanti ordini alla stampa, con cui il regime proiettò un'immagine serena e ottimistica della situazione italiana, censurando la cronaca
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Il volume raccoglie alcuni saggi di Nicola Tranfaglia che prendono l'avvio dall'analisi della dittatura mediatica che caratterizza l'attuale panorama italiano e proseguono con una serie di monografie storiche e metodologiche. La lettura, che propone un'interpretazione unitaria de
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"Il pensiero di Carlo Rosselli indica a mio avviso una moderna democrazia repubblicana che faccia circolare nella società italiana metodi democratici e liberali, che ponga al centro della nazione le classi lavoratrici, che sancisca una separazione effettiva fra lo Stato e la Chiesa, che indichi ideali per i politici e per i cittadini, che produca una grande unità nella lotta contro chi attenta alla democrazia. In questa luce lo scenario attuale appare come il rovesciamento radicale dell'esperienza giellista, il precipitare del nostro Paese in una crisi che è allo stesso tempo economica ed etica, culturale e politica, che segna uno dei punti di maggior distacco nella storia fra la società politica e la società civile." (continua)