Alla ricerca delle priorità

Gianni Vattimo

Ecce Comu. Come si ridiventa ciò che si era

Edito da Fazi

Gianni Vattimo Piergiorgio Paterlini

Non essere Dio.

Edito da Aliberti

 

A distanza di qualche mese ho trovato sul mio tavolo due libri di Gianni Vattimo: il primo è una strana autobiografia  scritta a quattro mani con Giorgio Paterlini e il secondo un manifesto personale  che gettano, per così dire, una luce nuova sul filosofo torinese, noto e tradotto in buona parte del mondo contemporaneo, sul pubblico e sul privato. Due libri che gettano una luce nuova sul filosofo torinese, noto e tradotto in buona parte del mondo: sulla sue opera e sulla sua esistenza sugli aspetti pubblici come quelli privati.

Io stesso, suo amico e collega  da oltre trent'anni, ho imparato più di un particolare che non conoscevo e che non avevo capito a fondo e sono grato all'autore di averci voluto dare l' interpretazione "autentica" della sua vita  e più di una riflessione su quello che ha vissuto finora, soprattutto come filosofo e un po' anche come politico. Vorrei sottolineare innanzi tutto due aspetti della personalità di Vattimo che emergono con schiettezza dalle (continua)

Chi sono

Sono stato deputato nella Quindicesima Legislatura, attivo nelle commissioni Cultura e in quella di Vigilanza. Politicamente lavoro all'interno delle forze che si oppongono al governo Berlusconi. Dal 3 dicembre 2007 sono professore emerito di Storia dell'Europa e del Giornalismo nell'Università di Torino.

Agenda

Il libro: LA COLPA - Come e perche' siamo arrivati alla notte della repubblica

In una situazione politica di stallo in cui il berlusconismo sembra definitivamente in crisi e gli scenari futuri del Paese appaiono quantomai incerti, Nicola Tranfaglia e Anna Petrozzi propongono una riflessione dialogica sulla storia italiana dal 1943 a oggi. La loro puntuale disamina mette in luce come settori della classe dirigente italiana, degli apparati dello Stato e dell'establishment economico - spesso responsabili di stragi e delitti eccellenti - abbiano condizionato l'alternanza democratica dei governi per mantenere il più possibile inalterati gli equilibri di una società conservatrice e talvolta reazionaria. (continua)

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