- Scritto il 31 agosto 2010
in Corriere della Sera
I rapporti con il Duce, la politica, la vocazione europea
Sergio Bocconi
L a vita di un uomo può essere raccontata da cinquanta foto. E lo storico Nicola Tranfaglia conclude la biografia di Alberto Pirelli, l' industriale che ha guidato il gruppo con il fratello Piero dal 1904 al 1965, sfogliando l' album custodito negli archivi privati della famiglia. Le immagini narrano l' infanzia e la giovinezza felici, il percorso di studi ed esperienze previsto per i figli della borghesia milanese (compresi gli sport: tennis, calcio e scherma), i viaggi di lavoro, i figli e i nipoti. La lunga vita di un dirigente che, secondo Tranfaglia, ha le qualità dell' imprenditore di Schumpeter, ma nutre anche un interesse per la politica che lo porta a collaborare con il fascismo, pur con toni a volte critici divenuti più marcati negli ultimi anni del regime. (continua)
- Scritto il 25 agosto 2010
in Corriere della Sera
Intervista del Corriere della Sera sulla libertà di stampa
di Antonio Carioti
Quest'anno Nicola Tranfaglia storico notoriamente di sinistra, ha pubblicato vari libri. Uno di essi,
Il populismo autoritario (Baldini Castoldi Dalai), presenta il governo attuale come un pericolo per la democrazia e reca in copertina il volto di Silvio Berlusconi sorridente con la bandana.
Un altro libro, Vita di Alberto Pirelli (1882-1971), è uscito da Einaudi, che appartiene all'impero del cavaliere. Non è una contraddizione?
"Nella mia carriera - risponde il professore - ho pubblicato per molti editori diversi. La biografia di Pirelli nasce da un vecchio impegno che avevo assunto con Einaudi e devo ammettere che non ho prestato grande attenzione all'assetto proprietario dell'azienda. Comunque l'ho scritto in assoluta libertà".
Che dice allora del "manifesto" con cui Mancuso ha invitato gli autori Einaudi e Mondadori a riflettere, dopo l'ultima legge " ad aziendam" in maniera fiscale? (continua)
- Scritto il 20 giugno 2009
in Corriere della Sera
Caro Direttore,
ho letto ieri sul "Corriere" una lunga lettera dell'onorevole Deborah Bergamini che paragona l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al romano Catilina, accusato da Cicerone di una prima e di una seconda congiura, allontanato da Roma e sconfitto, attribuisce a Catilina una figura positiva e addirittura di innovatore e salvatore della repubblica romana. Portando il confronto storico a quello che sta succedendo nel nostro paese afferma che "gli optimates di ieri che armarono le azioni di Cicerone erano i rappresentanti di una classe senatoriale gelosa custode di privilegi politici ed economici". "Gli optimates che violentano le regole di oggi - afferma l'onorevole Bergamini - sono potentati senza patria, politici mediocri e polverosi intellettuali. Il potere non accetta gli imprevisti e spesso i grandi riformatori, gli uomini in grado di cambiare la storia, si presentano all'appuntamento senza bussare. Questo li rende inaccettabili." (continua)