Una scuola di musica a Kabul
- Scritto il 9 agosto 2007 in Solidarietà
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Pensate che questo popolo è passato da una guerra all'altra in oltre ventidue anni e che ci sono giovani che oggi hanno vent'anni che non conoscono altro e che hanno sete di conoscenza e di vita "normale".
Per noi è normale andare al cinema, comprare un libro, ascoltare musica o dedicarsi a una di queste attività. In Afganistan, no.
Per tutta la vita ho cercato di comunicare cultura, perché sono convinto che solo attraverso i saperi, in ogni loro espressione, si possano combattere e vincere le guerre e i soprusi, soprattutto quando, chi li compie, invoca una religione o un dio, come nel caso dell'Afganistan, per giustificare le peggiori azioni e per tenere sotto l'ala del terrore un intero popolo e, in maniera particolare e feroce, le donne. (continua)













