I danni collaterali di un regime

Quello che è emerso nei giorni scorsi nell'inchiesta giudiziaria sulla loggia P3 (edizione aggiornata della P2 di Gelli e Berlusconi) dimostra che anche negli organi di controllo costituzionale l'inquinamento del populismo autoritario ha proceduto in maniera tale da condizionarli (sei giudici sono già vicini al premier, ne mancano due per la maggioranza) e farci correre il rischio concreto di una democrazia che non è più tale.

Se alla maggioranza parlamentare si aggiungono  il controllo della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura (su cui PD e PDL si sono messi sciaguratamente d'accordo con l'UDC per portare alla vicepresidenza l'ex sottosegretario alla Giustizia on.Vietti, protagonista con Berlusconi delle leggi ad personam  per esempio, il falso in bilancio e legittimo impedimento) la frittata è completa.

Persino il Capo dello Stato è isolato e condotto a non poter far nulla, anche se volesse, per limitare i danni del berlusconismo in crisi. Il problema politico oggi è proprio quello dei danni collaterali di un regime in crisi, vicino a cadere subito o in autunno, che trascina nella sua rovina la nostra costituzione. In particolare il parlamento, già in buona parte esautorato, condotto già 36 volte al voto di fiducia e spinto al trasformismo e alla compravendita dei deputati e dei senatori che si preoccupano più dei propri affari personali che degli obbiettivi politici che dovrebbero servire. (continua)

IdV, da Flores critiche astratte

Il dibattito dei giorni scorsi su questo giornale sul futuro dell'Italia dei Valori e del centro-sinistra merita attenzione perché il disagio  diffuso negli ultimi mesi per il dominio incontrastato di Berlusconi e del suo regime populistico è sempre più esteso. Anche se fare le pulci all'unico partito che fa una seria opposizione a questo governo a me sembra inopportuno e sproporzionato. 

Il sistema delle comunicazioni televisive e giornalistiche-questo è innegabile- dà troppo spazio a chi governa e quasi nessuno  a chi non è d'accordo e si oppone. La carta costituzionale è sempre più sotto un attacco concentrico e le sortite di un ministro come Brunetta dicono, con qualche anticipo, quale è lo stato d'animo effettivo  di un governo che si prepara a smantellare la costituzione del 1948 nel campo della giustizia e della residua presenza parlamentare. Il presidenzialismo alla Berlusconi ha molto del modello peronista e troppo poco di quello francese o americano:e questo avviene appena  quattro anni  dopo un referendum (continua)

Chi sono

Sono stato deputato nella Quindicesima Legislatura, attivo nelle commissioni Cultura e in quella di Vigilanza. Politicamente lavoro all'interno delle forze che si oppongono al governo Berlusconi. Dal 3 dicembre 2007 sono professore emerito di Storia dell'Europa e del Giornalismo nell'Università di Torino.

Agenda

Il libro: Vita di Alberto Pirelli (1882-1971) La politica attraverso l'economia

La vocazione di fine diplomatico e le doti di accorto economista fanno di Alberto Pirelli una figura emblematica nel panorama imprenditoriale del novecento, in Italia e nel mondo. La sua vita e la sua opera, tra politica e finanza. In diciotto anni di ricerche e attraverso la consultazione di sedici grandi archivi in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, l'autore ha ricostruito - con un linguaggio accessibile non soltanto agli storici ma a tutti gli appassionati della storia contemporanea - la lunga e avventurosa vicenda esistenziale di Alberto Pirelli, che è stato sicuramente uno dei maggiori industriali e uomini di finanza dell'Italia post-unitaria, dagli inizi del Novecento al miracolo economico degli anni Sessanta. (continua)

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Nicola Tranfaglia

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