- Scritto il 18 agosto 2010
in Articolo21
I danni collaterali di un regime populistico ormai in fase di declino inevitabile si fanno sempre più pesanti. Se il capo carismatico passa qualche giorno in una sua villa in Sardegna, il capo gruppo del PDL alla Camera, il piduista Cicchitto, e il suo vice Bianconi rivolgono al capo dello Stato quello che il presidente Napolitano ha definito "minacce" e "indebite pressioni."
L'oggetto del contendere è chiaro ormai a gran parte degli italiani. La destra berlusconiana non accetta l'idea che il presidente della repubblica, avendo verificato che la maggioranza parlamentare uscita dalle elezioni, non sia più presente, deve - così gli impone la costituzione del 1948 - verificare se si è formata un'altra maggioranza in parlamento e, qualora questa ci sia, dare l'incarico a un altro candidato presidente del Consiglio che si presenterà davanti alle Camere e chiederà la fiducia.
Soltanto se la nuova ipotetica maggioranza, non conseguirà la fiducia, il Capo dello Stato potrà sciogliere le Camere e indire le elezioni politiche anticipate. (continua)
- Scritto il 2 agosto 2010
in Articolo21
Alle 10.25 del 2 agosto 1980, trent'anni fa, una valigia lasciata nella sala d'aspetto di seconda classe, contenente 20 chili di esplosivo militare militare gelatinoso, esplode sbriciolando la sala d'aspetto, sfondando quella di prima classe, due vagoni del treno Ancona-Basilea sventrati come il ristorante. In pochi secondi 85 morti e 205 feriti di cui 70 con invalidità permanente.
La più grande strage italiana di terrorismo. In trent'anni sono stati condannati due manovali neo-fascisti Francesca Mambro e Giusva Fioravanti ma non conosciamo ancora i mandanti e i complici che lavorarono a un gigantesco depistaggio che non è ancora finito. La colpa delle classi dirigenti del tempo e degli apparati dello Stato vicini ai neofascisti è enorme. Ed è significativo che il governo Berlusconi non sia presente alla commemorazione, né lo siano il presidente del Consiglio né il ministro della Giustizia Alfano. Hanno paura dei fischi e delle contestazioni della gente di Bologna. (continua)
- Scritto il 24 aprile 2010
in Articolo21
Quest'anno il 25 aprile, data fondamentale della nostra storia recente, si celebra in un momento di grande disagio della maggioranza berlusconiana, dopo lo scontro aspro tra il presidente del Consiglio Berlusconi e il presidente della Camera Fini che si è pentito alla fine di aver fondato il PDL con il capo carismatico di Forza Italia.
Ieri a sua volta la Lega Nord, vera padrona del governo Berlusconi, attraverso un'intervista di Bossi alla Padania, ha sollecitato nuove elezioni anticipate se non si realizzeranno subito le riforme chieste dai leghisti e ha ribadito la negazione dell'unità di Italia centocinquant'anni dopo chiedendo le graduatorie regionali per gli insegnanti nel Nord e facendo saltare il comitato per i 150 anni dell'Unità messo in piedi per il 2011.
Alleanza Nazionale si divide tra quelli che hanno seguito Fini e quelli, la maggioranza, che hanno scelto Berlusconi come guida e padrone.
Cos&igrav
(continua)
- Scritto il 11 aprile 2010
in Articolo21
Dopo quasi vent'anni di discussioni che hanno percorso inutilmente le aule parlamentari del nostro paese, si parla - come fossero imminenti - di grandi riforme istituzionali. E ne parla l'uomo che ha dimostrato, dal 1994 ad oggi, di nutrire il massimo disprezzo per la nostra costituzione come per il parlamento repubblicano e che, da quando è ritornato di nuovo al potere nell'aprile 2008, sa che questa è l'ultima occasione per cambiare i meccanismi di governo in Italia e vuole approfittarne. Berlusconi, come è noto, gode di una sicura maggioranza nelle due Camere legislative e ha un Presidente della repubblica che si mostra assai disponibile a collaborare.
E' difficile che possano ripresentarsi quindi condizioni migliori ma non ha spiegato ancora che cosa intende quando parla della soluzione "semipresidenzialismo" per l'ordinamento che ha in mente. In maniera diversa il presidente della Camera Fini in un convegno della Fondazione "Fare Futuro" e l'ex ambasciatore Giovanni Sartori in un editoriale sul "Corriere della Sera" gli hanno spiegato che il semipresidenzialismo è un guscio vuoto, se non si interviene nello stesso tempo sui necessari contrappesi e organi di controllo rispetto ai poteri del presidente e che il lsemipresidenzialismo per funzionare richiede il necessario complemento di una legge elettorale assai diversa da quella vigente. (continua)
- Scritto il 7 marzo 2010
in Articolo21
Sabato mattina ho partecipato a una bella manifestazione davanti alla Camera dei deputati. Si è radunato ieri, al centro di Roma, un migliaio di persone con pochi politici e con il popolo viola che aveva già manifestato la sera prima davanti al Quirinale dopo che a mezzanotte il presidente della Repubblica aveva rapidamente firmato il decreto legge presentato dal capo del governo dopo un velocissimo Consiglio dei Ministri.
A quei cittadini che non erano soltanto di centro-sinistra ho ricordato,come hanno fatto ( con parole simili) Claudio Fava, Giovanni Russo Spena e Sonia Alfano, che il decreto legge non aveva i caratteri di necessità e urgenza richiesti dalla costituzione repubblicana e quindi il Capo dello Stato avrebbe dovuto rifiutare di firmare il decreto.
Di fronte alle proteste di una parte grande dell'opposizione e dei costituzionalisti italiani (a cominciare dal presidente Onida e da Zagrebelski che sono stati intervistato dalla Repubblica ), il Capo dello Stato ha difeso la sua scelta affermando che il decreto ha garantito l'interesse degli italiani a scegliere tra i due opposti schieramenti. (continua)
- Scritto il 25 febbraio 2010
in Articolo21
A vent'anni dalla scomparsa, la personalità di Sandro Pertini, settimo presidente della nostra repubblica, suscita rimpianto e nostalgia tra chi lo ha visto e conosciuto ma anche tra giovani che non trovano nei politici contemporanei simboli adeguati. L'esperienza di Pertini si è svolta negli anni delle guerre mondiali, della dominazione fascista, della resistenza e della costruzione repubblicana.
Ligure di Stella San Giovanni, vicino Savona, era nato ancora nel secolo diciannovesimo, nel 1896, e aveva partecipato alla prima guerra mondiale uscendovene con una medaglia d'argento. Al movimento fascista si era subito opposto e a metà degli anni venti era incorso subito nel confino e nel carcere. Aveva collaborato all'espatrio di Turati e poi era andato in esilio in Francia per sfuggire alla condanna. Tornato in Italia clandestinamente nel 1929 viene arrestato e condannato dal Tribunale Speciale per la difesa dello Stato. Soltanto nell'estate 1943, con la dissoluzione del regime, viene liberato e partecipa alla lotta partigiana a Roma e poi in Toscana, Lombardia e Val d'Aosta. (continua)
- Scritto il 20 gennaio 2010
in Articolo21
L'assemblea che si svolgerà nei prossimi giorni (da venerdì 22 a domenica 24 gennaio) ad Acquasparta, per iniziativa dell'Associazione Articolo 21 e di molte altre associazioni e istituzioni della società civile (da Libera alla Tavola della Pace,da Libertà e Giustizia alla Federazione nazionale della Stampa,dall'ANPI all'ANAC e a molte altre), riguarda il destino della costituzione repubblicana e i doveri degli italiani. Almeno di quegli italiani, che a quella costituzione sono ancora legati e fedeli perché credono nei valori di legalità, libertà individuale e collettiva, di solidarietà e di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge che ci hanno insegnato i padri costituenti.
Oggi si tratta di organizzarsi nella società civile, come in quella politica, e lottare per la difesa di quei valori che attengono alla vita democratica iniziata in Italia, pur con tutte le contraddizioni che conosciamo,dopo il fascismo e la Liberazione del 25 aprile 1945. (continua)