- Scritto il 22 febbraio 2009
in Articoli Manifesto
La profonda crisi politica e morale, oltre che economica, italiana si avvia a diventare la via privilegiata per l'instaurazione di un regime autoritario che non avrà bisogno di esercito e di polizia per imporre i propri diktat grazie al completo dominio dell'informazione e la realizzazione di una televisione unificata con Rai, Sky e Mediaset che ormai appoggiano compatte il governo e la maggioranza.
Così accade che il disegno di legge sulle ronde dei cittadini contro gli immigrati sospetti di azioni violente, appena approvato dal consiglio dei ministri, registri l'opposizione effettiva soltanto dell'Italia dei Valori e possa rapidamente diventare un'aggiunta qualificante del pacchetto sicurezza preparato da Forza Italia e dalla Lega Nord.
Come ormai avviene spesso, soltanto il presidente della Camera Fini ha speso qualche parola, in un discorso davanti al CNEL, per ammonire governo e maggioranza sul pericolo, assai presente, di aggravamento del razzismo strisciante che avvolge prima di tutto l'Italia nell'Europa comunitaria. (continua)
- Scritto il 27 gennaio 2009
in Articoli Manifesto
Quello odierno non è solo un giorno per ricordare. Nell'Europa che continua a coltivare il seme dell'antisemitismo e un mondo colpito dagli integralismi, la denuncia e il ripudio della Shoah devono essere un antidoto per ricostruire una democrazia in comune
Serve a qualcosa la legge approvata dal nostro parlamento nel 2000, su iniziativa del centro-sinistra e del deputato Furio Colombo, per celebrare la liberazione del lager di Auschwiz, il fallimento della "soluzione finale" di Hitler e i milioni di donne, uomini e bambini massacrati nei campi di concentramento e di annientamento nazisti? In un momento nel quale l'antisemitismo sembra ritornare di attualità anche da parte di forze che si riferiscono alla sinistra piuttosto che alla destra e in cui Israele si difende anche uccidendo civili, donne e bambini? Si può rispondere di sì, se utilizziamo questo giorno per capire che cosa è successo nell'Europa e nell'Italia di quegli anni e cerchiamo di non ripetere gli stessi errori.
Ma dobbiamo prendere atto di alcune cose che oggi tanti fingono di dimenticare. La prima è che quei delitti furono commessi non da mostri ma da uomini comuni in Germania, in Italia, in tutta l'Europa del tempo. E che, violenza, guerra, negazione di democrazia, hanno continuato ad avere campo dopo il 1945 e continuano ad averlo oggi soprattutto in altre zone del mondo, a cominciare dal Medio Oriente, dalla Palestina e da Israele. In un contesto diverso, bisogna ricordarlo. Allora regimi fascisti e tendenzialmente totalitari governavano una parte notevole dell'Europa e dell'Occidente, in quegli anni tentarono in maniera coerente di eliminare gli ebrei e tutti gli oppositori del Terzo Reich con l'aiuto di stati collaborazionisti come il regime di Vichy in Francia, la Repubblica Sociale in Italia, Quisling in Norvegia e furono vicini a riuscirci. Basta ricordare alcune cifre che emergono dalle ricerche storiche degli ultimi anni: più di ottomila ebrei italiani morti nei lager, ventitremila deportati politici di cui più di diecimila non tornarono a casa, quasi ottocentomila militari internati nei campi tedeschi e decisi salvo la piccola percentuale del 5 per cento a non aderire alla Germania nazista. Oggi quei regimi non esistono più e piuttosto convivono, a livello mondiale, democrazie imperfette con regimi tendenzialmente autoritari come quello della Russia di Putin, della Cina ex comunista e così via. (continua)
- Scritto il 28 luglio 2008
in Articoli Manifesto
Il caso Riolo si avvicina alla conclusione. Riassumo per i lettori i dati essenziali di questa incredibile storia che, dopo quattordici anni, ha visto la Corte Europea dei diritti dell'uomo, stabilire che Claudio Riolo ha esercitato soltanto la libertà di stampa prevista dalla costituzione repubblicana e dalla Convenzione europea e che l'Italia, condannandolo al risarcimento dei danni nei confronti del presidente della provincia di Palermo Francesco Musotto, ha violato l'articolo 10 (libertà di espressione) della Convenzione europea. Tutto nasce dall'articolo che appare nel novembre 1994 su Narcomafie la rivista del gruppo Abele diretta da don Luigi Ciotti intitolato "Mafia e diritto. Palermo: la provincia contro sé stessa del processo Falcone. Lo strano caso dell'avvocato Musotto e di Mister Hyde.
Si tratta di un commento critico alla decisione di Francesco Musotto, presidente della provincia di Palermo e avvocato penalista, di mantenere la difesa di un suo cliente, imputato nel processo per la strage di Capaci, mentre l'ente locale si costituiva parte civile nello stesso processo. Dopo cinque mesi (aprile 1995) Musotto avvia nei confronti di Riolo, senza tirare in ballo la rivista, un procedimento civile per risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa, chiedendo 700 milioni di risarcimento (500 per danno patrimoniale e 200 per danno morale). L'articolo viene ripubblicato da Narcomafie nel maggio 1995 e questo giornale lo ripubblica il 3 maggio con l'aggiunta della firma di 28 esponenti del mondo politico e culturale palermitano "che lo fanno proprio condividendone i contenuti e ritenendolo legittima espressione dell'esercizio della libertà di stampa,di opinione e di critica politica." (continua)
- Scritto il 3 luglio 2008
in Articoli Manifesto
Il pasticcio ormai è fatto e non è facile andare oltre. Ancora una volta i media, in parte prevalente legati a Berlusconi nel nostro paese, hanno spinto (riuscendovi per la sua drammatica debolezza) l'opposizione di centro-sinistra, e, in particolare, il partito Democratico, a credere alla favola del Cavaliere che, in campagna elettorale e, nei primi due mesi di governo, ha fatto finta di esser diventato democratico e di richiedere all'opposizione l'accordo sulle regole costituzionali ma subito dopo ha tirato fuori gli artigli e oggi siamo alle prese con una decretazione assurda che sta distruggendo i principi fondamentali dello stato di diritto in Italia.
Che cosa rispondono oggi le opposizioni di fronte a quello che è accaduto? L'Italia dei Valori ha capito l'inghippo prima degli altri e conduce da tempo un'opposizione netta ai disegni del capo del governo. Il partito Democratico oscilla e si sta spostando verso un'opposizione più chiara (ma con molta lentezza) perché è ormai chiaro che gli italiani, una volta di sinistra, hanno purtroppo votato a destra di fronte al far play dei mesi scorsi. Staremo a vedere, ma diciamo fin da adesso che in questa situazione chi non chiama i cittadini a manifestare contro il governo qui e subito si assume forti responsabilità sull'avvenire. Soprattutto se non si coglie insieme, come va colta, la contraddizione di fondo che agita la maggioranza in queste settimane. Mi riferisco al combinato disposto in base al quale si affretta l'iter legislativo del doppio decreto salvapremier, di quello sulle intercettazioni e del pacchetto sicurezza che contiene al suo interno anche la norma che prescrive le impronte digitali dei piccoli Rom nelle nostre città. (continua)
- Scritto il 24 giugno 2008
in Articoli Manifesto
Ma chi poteva credere che Silvio Berlusconi fosse diventato, nella sua terza incarnazione come capo del governo, sincero democratico? Eppure in questi ultimi quindici anni le prove che l'uomo fosse sempre quel bugiardo, mentitore abituale, ambiguo per definizione, convinto che il populismo mediatico sia la forma migliore di governo per gli italiani, sono state frequenti e di ogni genere. Non c'è stata dichiarazione che non fosse seguita da una smentita il giorno dopo. E in pochi giorni Berlusconi ha detto tutto e il suo contrario. Se imagistrati si arrendono, con arroganza pari a un perfetto candore.
Ora, a due mesi dalle elezioni che gli hanno dato di nuovo una larga maggioranza da parte di un popolo che in gran parte lo ama e lo predilige, ha di nuovo messo nel piatto le sue carte brutali e indigeste. Alla magistratura dice che non è il terzo potere ma solo un ordine che non può ribellarsi all'esecutivo che egli incarna. Che la democrazia non è il governo delle leggi, come pensavano i padri costituenti, ma che le leggi devono fermarsi di fronte alla sua autorità e al suo potere. Se ci sono magistrati che non accettano questa lezione e vogliono procedere contro di lui per corruzione dei giudici o altre piccole bagattelle vanno fermati subito. Per prima cosa con la sospensione dei processi poi con un disegno di legge preparato dal solerte Alfano che riproduce il lodo Schifani del 2005. Il liberale Alexis de Tocqueville, che non rientra con tutta evidenza fra le frettolose letture del cavaliere, scriveva negli anni '30 dell'Ottocento che uno stato liberale moderno ha bisogno di due contropoteri forti, la magistratura e la stampa (oggi si direbbe la televisione). (continua)
- Scritto il 8 settembre 2007
in Articoli Manifesto
Quando persino agli addetti ai lavori come i deputati e i senatori della commissione di vigilanza della Rai o i giornalisti specializzati si trovano in difficoltà a sperare che qualcosa cambi nel modo televisivo pubblico, significa che il degrado peggiora sempre e non si sa più che cosa fare.
E' questa l'atmosfera che circola rispetto alla crisi attuale: il disegno di legge Gentiloni procede con grande lentezza, l'altro previsto sulla Rai è ancora più indietro.
Eppure l'uno e l'altro sono impegni cosiddetti prioritari del governo di centro-sinistra e agli elettori bisogna rispondere presto e bene piuttosto che tardi e male, come finora si sta facendo.
La commissione di vigilanza, giovedì scorso, ha almeno respinto la richiesta del centro-destra di rinviare per l'ennesima volta la posizione parlamentare sulla revoca del consigliere Petroni decisa, sia pure con ritardo, dal ministro dell'Economia, come era nei suoi legittimi poteri. (continua)
- Scritto il 28 agosto 2007
in Articoli Manifesto
E' senza dubbio utile, e da consigliare a chi segua la politica italiana, l'inchiesta pubblicata dal Sole-24 ore del 24 agosto.
Da quell'inchiesta, in tempi nei quali gran parte della stampa italiana, per non parlare dei telegiornali, dedicano molto spazio e numerosi editoriali al protocollo sul welfare e alla manifestazione del 20 ottobre indicata di solito come l'inopportuna, se non pericolosa iniziativa della sinistra cosiddetta radicale, emergono alcuni dati della situazione italiana che altrimenti sono di rado conoscono i cittadini comune.
Il primo è che una parte non irrilevante di presidenti di regioni e di province (Cuffaro re di Sicilia e Gasbarra presidente della provincia di Roma) come di sindaci di grandi città (tra loro Walter Veltroni a Roma e Letizia Moratti a Milano) dovranno pagare diecimila euro di multa allo Stato perché dopo otto mesi non hanno rispettato l'obbligo, imposto dal comma 735 della Finanziaria del 2007, di pubblicare sul sito Web della propria istituzione i compensi pagati agli amministratori delle società partecipate. (continua)