Le stagioni del doppio Stato

Quello che il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso ha comunicato ieri deve essere valutato non soltanto come rettifica di un depistaggio di stato durato più di vent'anni sul tentativo di assassinio del giudice Falcone avvenuto il 20 giugno 1989 all'Addaura, tre anni prima della strage di Capaci ma anche come elemento decisivo per ricostruire complessivamente il periodo che precede la fine della guerra fredda e l'ingresso dell'Italia nella transizione politica che condurrà all'ascesa di Silvio Berlusconi. (continua)

Il 1989

In tutto il mondo si ricorda e si festeggia la distruzione  del muro di Berlino che avvenne esattamente venti anni fa e fu una svolta per la storia dell'Europa e del pianeta Terra. Due anni dopo crollò l'impero sovietico e all'URSS si sostituì la Federazione russa mentre l'Europa orientale ritornò agli stati nazionali e paesi che facevano già parte dell'Unione Sovietica ritrovarono la loro indipendenza.

Oggi, a vent'anni da quell'avvenimento,è ancora presto per compiere un bilancio completo di quei fatti ma si possono avanzare alcune considerazioni sullo stato del nostro pianeta. La guerra fredda, che in Italia era stata pesante e assai lunga, finiva in quei giorni ma proprio a noi italiani sarebbe toccato  sentirne parlarne per tanti anni  da una destra berlusconiana  in grave difficoltà politica  se tutti ammettessero che il comunismo è crollato e che tanti, tra quelli che criticano il berlusconismo, nulla hanno a che fare con l'URSS e il comunismo. Il fatto è che il crollo del muro di Berlino dà il via a una storia nuova che ha aspetti molto positivi ma, come è inevitabile, anche aspetti negativi. (continua)

Come si distrugge la par condicio

Il progetto di legge parlamentare voluto direttamente  da Silvio Berlusconi e trasferito dalla Camera al Senato (cioè dal primo proponente on. Abrignani al secondo senatore A. Butti)tramite il viceministro Paolo Romani, soltanto nell'intento di far prima e riuscire ad approvare la norma prima delle elezioni regionali, deve esser chiamato con il suo nome giacchè non è la riforma della par condicio televisiva ma soltanto la sua pratica distruzione.

Naturalmente è necessario ricordare che il presidente del Consiglio e leader del Popolo della Libertà è presente quando e come vuole sulle reti pubbliche e private dei sette canali televisivi presenti.

L'ultima dimostrazione eloquente di una presenza strabordante e senza regole  è stata la sua ventesima visita in Abruzzo per consegnare alcune abitazioni ai terremotati che è stata ripresa con oltre mezzora da Rai Uno nel pomeriggio di qualche giorno fa senza contraddittorio alcuno né domande degne di questo nome da parte del conduttore della trasmissione "La vita in diretta". E questa è seguita solo  di qualche giorno alla sua irruzione improvvisa alla trasmissione Ballarò in cui neppure il conduttore ha potuto di fatto replicare alle affermazioni di Berlusconi. E qui si coglie l'impossibilità di efficacia di qualsiasi altra legge in presenza di un conflitto di interessi che è ancora  regolato da una legge ridicola dell'attuale ministro degli Esteri Frattini.
Una legge che ha costretto Berlusconi soltanto a lasciare la presidenza della squadra di calcio del Milan, continuando allo stesso modo a controllare le sue televisioni e il vasto impero editoriale e giornalistico che fa capo alla Fininvest e alle aziende collegate (da il Giornale di Feltri alla Mondadori ed Einaudi). (continua)

Il PD e le primarie

C'è da sperare che tre o quattro milioni di italiani prendano parte alle primarie del Partito Democratico che si terranno in tutta Italia e indicheranno, con ogni probabilità, il nuovo segretario del maggior partito di opposizione. Spiego perché sarebbe positiva una grande affluenza di persone alle votazioni. Gli iscritti hanno già votato e hanno dato il primato a Pier Luigi Bersani.

Ma ora votano tutti quelli che simpatizzano per il Partito democratico o in ogni caso si collocano all'opposizione e ritengono che un forte partito democratico serva al paese e in particolare al centro-sinistra. Chi scrive si colloca in questa posizione e ritiene che valga la pena dare il proprio concorso a questa scelta importante. Se fallisse questa operazione, sarebbero guai per tutta l'opposizione e per la parte, il centro-sinistra, in cui anch'io mi colloco. Vediamo chi sono i tre candidati. Il primo è Pier Luigi Bersani, ex presidente della regione Emilia ed ex ministro del governo Prodi. Un uomo che viene dalla tradizione del PCI e che ritiene necessario restare nella sinistra. La sua linea politica è, senza dubbio, chiara e molti tra i candidati alle segreterie regionali che si rifanno a lui sono giovani che lavorano da molti anni nel partito. (continua)

Nave dei veleni. Il silenzio e l'indignazione

Ricevo e volentieri pubblico questa lettera dell'avvocato Luciano Militerni. Un raro, giusto, grido di indignazione di un calabrese che vede la sua terra avvelenata e morente nella più generale indifferenza. Mi associo alla sua protesta, chiedendo al popolo calabrese, ma anche a tutti gli italiani di far sentire la propria voce.

Calabria  "l'america dell'antichità

Quello che è ormai certo è la fine del benessere di una regione e la vita di una comunità, già gravemente penalizzata da atavico immobilismo e da interventi dello Stato che non hanno prodotto il necessario volano per una affrancazione  economica, sociale e culturale. Guru dell'economia e della politica, dall'inizio dell'Unità d'Italia, al fine di indirizzare misure economiche straordinarie per una migliore dinamica di crescita ed innovazione, hanno prodotto sfaceli. Alla rabbia dell'affamato popolo calabro si è risposto, con toni sapienzali, che tali strategie erano da considerarsi a lungo termine e che, dunque, si sarebbe metabolizzato il vistoso cambiamento per un "riordino" delle condizioni di ricchezza della regione. Sono passati anni, secoli e all'ordine del giorno dell'agenda politica ed economica, vi è sempre la questione meridionale, la cui ripresa creerebbe, sempre a detta dei pupari, rectius dei gestori della res publica, un forte incentivo a tutto il contesto economico nazionale. (continua)

Ancora Fondi e la mafia

Sembra incredibile ma in questa Italia, oppressa dal populismo autoritario, succede anche questo.
Per due volte il Consiglio dei Ministri si è opposto allo scioglimento del consiglio comunale di Fondi, la cittadina inquinata da pesanti condizionamenti mafiosi, nonostante che il prefetto di Latina lo avesse chiesto e il ministro dell'Interno Maroni avesse appoggiato la richiesta. Ora che il sindaco e i membri della giunta sono stati costretti da diciassette arresti e numerosi attentati dinamitardi, a presentare le dimissioni, non si riesce ancora a sciogliere il consiglio comunale.


E il commissario prefettizio, nominato da Maroni, si è pronunciato contro lo scioglimento del consiglio. Sicchè il Consiglio dei ministri ancora una volta ha detto di no alla richiesta di scioglimento. Il lettore si chiederà quale importanza ha il provvedimento visto che ci sono state le dimissioni e si andrà comunque alle elezioni comunali ma in realtà l'assenza di scioglimento consentirà al sindaco e ai consiglieri di maggioranza di presentarsi al voto, cosa che non potrebbe avvenire se ci fosse lo scioglimento. (continua)

Fondi e la mafia

La svolta è arrivata a Fondi. Già il 14 settembre, malgrado la violenta contestazione degli oratori arrivati per sollecitare lo scioglimento del consiglio comunale della città, fortemente inquinato da presenze mafiose, alla fine del dibattito la piazza del comune si era riempita e gli abitanti di Fondi avevano applaudito gli ospiti che avevano sollevato il problema centrale della città.

Ieri, di fronte a una nuova manifestazione che ha condotto a Fondi non soltanto gli esponenti dell'Italia dei Valori che per prima ha espresso la propria posizione con il senatore Stefano Pedica, ma anche il segretario del Partito democratico Franceschini, di Rifondazione Comunista Ferrero e di Sinistra e Libertà Fava, gli abitanti della società sono accorsi a migliaia nella piazza antistante la Chiesa (quella del Comune è stata negata dal sindaco) e hanno riaffermato di volere anche loro la fine della discussa amministrazione. Per la prima volta di fronte a quell'obiettivo tutte le forze dell'opposizione si sono presentate con una posizione unitaria. (continua)

Chi sono

Sono stato deputato nella Quindicesima Legislatura, attivo nelle commissioni Cultura e in quella di Vigilanza. Politicamente lavoro all'interno delle forze che si oppongono al governo Berlusconi. Dal 3 dicembre 2007 sono professore emerito di Storia dell'Europa e del Giornalismo nell'Università di Torino.

Agenda

Il libro: Vita di Alberto Pirelli (1882-1971) La politica attraverso l'economia

La vocazione di fine diplomatico e le doti di accorto economista fanno di Alberto Pirelli una figura emblematica nel panorama imprenditoriale del novecento, in Italia e nel mondo. La sua vita e la sua opera, tra politica e finanza. In diciotto anni di ricerche e attraverso la consultazione di sedici grandi archivi in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, l'autore ha ricostruito - con un linguaggio accessibile non soltanto agli storici ma a tutti gli appassionati della storia contemporanea - la lunga e avventurosa vicenda esistenziale di Alberto Pirelli, che è stato sicuramente uno dei maggiori industriali e uomini di finanza dell'Italia post-unitaria, dagli inizi del Novecento al miracolo economico degli anni Sessanta. (continua)

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Nicola Tranfaglia

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