L'accento padano delle mafie

Negli ultimi quindici giorni canali televisivi pubblici e privati ma anche e soprattutto i quotidiani di destra e di sinistra sono stati invasi da una polemica bollente che definire infondata è ancora poco. Le parole chiave sono state Nord e ‘Ndrangheta e da parte dell'ex  maggioranza parlamentare e del governo Berlusconi si è reagito al discorso civile di Roberto Saviano alla trasmissione Vieni via con me, seguita da dieci milioni di italiani, con l'affermazione categorica in base alla quale le mafie vivrebbero soltanto nel Mezzogiorno e il Nord come la Lega di Umberto Bossi sarebbero estranei al fenomeno.

Peccato che, come la mia antologia Mafia, politica e affari 1943-2008 edita da Laterza, e riedita ogni anno in questo ultimo sedicennio berlusconiano, attesta nelle sue pagine che da cinquant'anni esatti, come dicono i documenti, esattamente il contrario e semmai si tratta di seguire passo passo quello che è successo negli ultimi vent'anni per capire come il fenomeno, già presente, si è evoluto nell'Italia del Nord.

Da questo punto di vista due libri significativi ci  consentono di ricostruire l'accaduto e di indicare le caratteristiche della grande espansione della mafia calabrese in tutta la pianura padana e vale la pena di segnalarli subito ai nostri lettori prima di procedere nel racconto delle sue imprese. Mi riferisco a Ndrangheta padana di Enzo Ciconte (Rubbettino editore, pp.250, euro 14) che da oltre un ventennio dedica un'attenzione particolare a tutte le mafie contemporanee e che aveva pubblicato all'inizio degli anni novanta una storia fondamentale dei mafiosi calabresi e al recentissimo Metastasi a cura di Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli (Chiarelettere, pp.200, euro 14.60) che squaderna la confessione del pentito Giuseppe Di Bella sulle imprese, gli affari e i patti segreti dell'associazione mafiosa nel Veneto di Zaja come nella Lombardia di Formigoni.

Nel libro di Ciconte la polemica con chi nega la presenza della mafia calabrese nelle ricche pianure padane e prima di tutto con la Lega Nord è esplicita e poggia su dati di fatto difficili da negare.

Le pesanti responsabilità di una parte dell'imprenditoria settentrionale negli appalti pubblici degli ultimi decenni a cominciare da quelli sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria e quelli per la costruzione del quinto centro siderurgico di Gioia Tauro, che hanno aperto la strada a imprese mafiose che si sono via via impadronite del controllo dell'affare, sono alla base della presenza sempre maggiore dell'associazione calabrese sul piano finanziario e quindi di comando effettivo.

Ormai le due sedi centrali della ‘Ndrangheta in Italia sono Milano e Reggio Calabria. L'autore ricorda un rapporto del giudice Caterina Interlandi che sottolinea il modo di penetrare nell'affare da parte delle imprese mafiose legate o espressione diretta della ‘Ndrangheta: "Le indagini hanno offerto la dimostrazione inquietante di come fosse possibile aggirare la normativa antimafia dettata proprio per le grandi opere e come di fatto i lavori di movimento terra fossero controllati dalla ‘ndrangheta. E' risultato in particolare che nei contratti, nei progetti esecutivi dell'opera, nei cantieri e nella cosiddetta filiera del cemento poco o nulla si documenta e si regolamenta quanto all'esecuzione dei lavori di movimento terra. E' come se si trattasse di opere che per la loro relativa semplicità non richiedono specifiche competenze tecniche e che conseguentemente non meritano rilievo nei piani dell'opera da realizzare. Si crea così di fatto una sorta di zona d'ombra in cui si inserisce il "cancro" della criminalità organizzata che finisce per dettare regole ferree, a cominciare da quella sulla distribuzione del lavoro."

Ciconte fornisce, nelle pagine successive del libro, un vademecum prezioso per individuare gli strumenti adottati dall'associazione calabrese per dominare nei cantieri e raggiungere i propri obbiettivi di lucro e di comando.

I racconti del pentito Di Bella aggiungono al quadro complessivo delineato nel suo libro dallo studioso calabrese vicende particolari che non erano note all'opinione pubblica e che ricostruiscono l'incontro di un capo con il sette volte presidente del Consiglio Giulio Andreotti, i rapporti tra l'associazione mafiosa calabrese e il traffico d'armi delle Brigate Rosse negli anni ottanta, i patti stipulati con i cinesi e molti altri episodi sfuggiti all'attenzione dei mezzi di comunicazione.

Sono pagine di storia degli ultimi trent'anni che danno un ritratto somigliante della crisi italiana e della presenza indubbiamente troppo forte delle associazioni mafiose.

Non è presente soltanto la ‘Ndrangheta ma sullo sfondo si intravvedono le altre due sorelle, Cosa Nostra e la Camorra che continuano ad agire nell'economia come nella politica senza che lo Stato italiano sembri in grado di limitarne l'azione.

  

 

Segnala questo articolo sui Social Network:



Commenti

Aiuto Textile

Chi sono

Sono stato deputato nella Quindicesima Legislatura, attivo nelle commissioni Cultura e in quella di Vigilanza. Politicamente lavoro all'interno delle forze che si oppongono al governo Berlusconi. Dal 3 dicembre 2007 sono professore emerito di Storia dell'Europa e del Giornalismo nell'Università di Torino.

Agenda

Il libro: LA COLPA - Come e perche' siamo arrivati alla notte della repubblica

In una situazione politica di stallo in cui il berlusconismo sembra definitivamente in crisi e gli scenari futuri del Paese appaiono quantomai incerti, Nicola Tranfaglia e Anna Petrozzi propongono una riflessione dialogica sulla storia italiana dal 1943 a oggi. La loro puntuale disamina mette in luce come settori della classe dirigente italiana, degli apparati dello Stato e dell'establishment economico - spesso responsabili di stragi e delitti eccellenti - abbiano condizionato l'alternanza democratica dei governi per mantenere il più possibile inalterati gli equilibri di una società conservatrice e talvolta reazionaria. (continua)

Cerca


Feed

Feed Rss icon


AddThis Feed Button AddThis Social Bookmark Button

Leggi il blog via email
lascia il tuo indirizzo:



(fornito da FeedBurner)

Facebook

Categorie

Ultim'ora (Ansa)

Diventa Fan di NicolaTranfaglia.com

Il blog di Nicola Tranfaglia on Facebook