"Io all'Einaudi sono stato libero. La proprietà? All'epoca del contratto non ci ho badato ma..."
- Scritto il 25 agosto 2010 in Corriere della Sera
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Un altro libro, Vita di Alberto Pirelli (1882-1971), è uscito da Einaudi, che appartiene all'impero del cavaliere. Non è una contraddizione?
"Nella mia carriera - risponde il professore - ho pubblicato per molti editori diversi. La biografia di Pirelli nasce da un vecchio impegno che avevo assunto con Einaudi e devo ammettere che non ho prestato grande attenzione all'assetto proprietario dell'azienda. Comunque l'ho scritto in assoluta libertà".
Che dice allora del "manifesto" con cui Mancuso ha invitato gli autori Einaudi e Mondadori a riflettere, dopo l'ultima legge " ad aziendam" in maniera fiscale?
"Quel provvedimento non è certo una novità. Tutti i governi guidati da Berlusconi hanno prodotto sistematicamente a favore suo, delle sue aziende e delle persone a lui vicine. E' un modo di gestire la cosa pubblica che ho sempre denunciato, come cittadino fedele alla Costituzione, perché lo ritengo lesivo dello Stato diritto".
Dunque il problema posto da Mancuso esiste?
"Credo che chi ne ha la possibilità dovrebbe evitare di pubblicare con le imprese di Berlusconi, ma la Mondadori è di gran lunga il più importa tante gruppo editoriale italiano. E per giunta il capo del governo esercita un controllo soffocante sull'emittenza televisiva privata e pubblica. Le conseguenze per la libertà di stampa sono molto pesanti. Capisco che sia difficile per chi lavora nel campo della comunicazione, rifiutarsi di avere a che fare con un potentato di quelle dimensioni. Del resto, s'incontrano difficoltà anche altrove: " In una situazione del genere gli editori a volte esitano a pubblicare saggi che prendano di petto la questione del conflitto d'interessi. Per esempio il mio libro Il populismo autoritario era stato scritto originariamente per Laterza, ma poi sono sorti alcuni problemi ed è uscito per Baldini e Castoldi Dalai.
Ma con Einaudi pubblicherà ancora?
Non lo so, certamente lo stato attuale della vita pubblica non mette voglia di scrivere altri libri per un marchio controllato dal gruppo Berlusconi.
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