Le stagioni del doppio Stato

Quello che il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso ha comunicato ieri deve essere valutato non soltanto come rettifica di un depistaggio di stato durato più di vent'anni sul tentativo di assassinio del giudice Falcone avvenuto il 20 giugno 1989 all'Addaura, tre anni prima della strage di Capaci ma anche come elemento decisivo per ricostruire complessivamente il periodo che precede la fine della guerra fredda e l'ingresso dell'Italia nella transizione politica che condurrà all'ascesa di Silvio Berlusconi.


Se non si collega il tentativo di assassinio del giudice simbolo per la lotta alla mafia con quello che sta succedendo nel mondo e in Italia per il cambiamento degli equilibri politici e mafiosi, c'è il rischio di non cogliere gli aspetti decisivi di quella svolta così importante a livello internazionale ma anche italiano, visto che l'Italia era stato un paese di frontiera in quella guerra fredda. La peculiarità dell'Italia era quella di avere sia la mafia che il più grande partito comunista in Occidente. Peraltro sempre in Italia c'è stato un fenomeno mafioso da sempre in stretto contatto con la politica nazionale, dotato di un sistema di referenti politici attivi e funzionanti. La nuova ricostruzione dell'attentato, che si avvale delle indagini condotte finalmente dopo la scoperta del lungo depistaggio, ha individuato un fatto decisivo. Davanti all'Addaura c'erano due gruppi: uno a terra formato da mafiosi della famiglia dell'Acquasanta incaricati di far esplodere i candelotti di dinamite.


L'altro era formato da due sommozzatori, Antonino Agostino ed Emanuele Piazza che facevano parte dei servizi segreti italiani  e non erano d'appoggio al primo gruppo ma, al contrario, volevano evitare che i candelotti esplodessero e il giudice fosse ucciso in quel momento dai mafiosi.
I due agenti dei servizi sono stati uccisi: il primo sommozzatore Agostino con la moglie Ida Castellucci, è stato ammazzato il 5 agosto 1989, due mesi dopo l'Addaura.
La polizia non ha mai scoperto gli assassini e neppure Totò Riina, che aveva ordinato un'inchiesta interna a Cosa Nostra, è riuscito a sapere chi fossero gli assassini. Il secondo sommozzatore Emanuele Piazza è stato ucciso un anno dopo, il 15 marzo del 1990, da mafiosi avvertiti da una misteriosa "talpa" che lo  attirarono in una trappola e lo strangolarono.
E' significativo che le indagini avviate per questi assassini furono indirizzate - come ha sempre suggerito la mafia in tutta la sua storia - in "vicende private" legate a "piste  passionali."


Qualcuno forse ricorderà - e lo ha fatto a ragione  anche il procuratore  Grasso - che persino per i sindacalisti uccisi dalla mafia negli ultimi cinquant'anni si è tentato a lungo di sostituire la verità con versioni legate ai casi privati  delle vittime. Se una simile ricostruzione, che nasce da indagini giudiziarie opportunamente riscontrate, si collega alle prime intuizioni di Giovanni Falcone che parlò di "menti raffinatissime" e accennò persino, è una testimonianza dello stesso procuratore, che ebbe la sensazione di esser stato salvato dal poliziotto ucciso due mesi dopo, non si può non arrivare alle conclusioni più ampie invocate da Grasso e che
chi scrive ha già avanzato più di dieci anni fa nel saggio Un capitolo del doppio stato. La stagione delle stragi e dei terrorismi 1969-1984 pubblicato nell'ultimo volume della Storia della repubblica Einaudi nel 1997.


Io  penso, d'accordo con il procuratore, all'assassinio del presidente della regione siciliana Pier Santi Mattarella, al segretario del Pci siciliano Pio La Torre, a generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ma anche a molte altre vicende accadute nei decenni precedenti e questa è un'aggiunta storicamente importante, che l'organizzazione mafiosa sia, per riportare le parole usate proprio da Grasso,"come un braccio armato" che interpreta e si rende partecipe di interessi e favori che trascendono quella che è la propria finalità "istituzionale".
Se la vicenda dell'89 ci conduce a queste considerazioni non si può limitare il ragionamento a un episodio ma occorre riconsiderare il periodo complessivo e farne discendere le conseguenze necessarie sul piano storico.


Ma questo significa che occorre andare avanti con le ricerche giudiziarie, ma anche con quelle storiche, sull'Italia repubblicana, come non si  sta facendo da parte degli studiosi  perché lo Stato e la classe politica  mostrano  un assai scarso  interesse a raggiungere la verità.
Al contrario, oggi si ha la netta impressione che  chi governa  opponga   ogni ostacolo  contro indagini che possano contribuire a modificare le versioni ufficiali degli avvenimenti dell'ultimo settantennio.

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Commenti

#1 · ferrante salvatore voghera
17 settembre 2010, 10:52

delinquente giudice minudri maria di voghera e bianchi di tortona . cliccatemi in google cosi , < ferrante salvatore voghera > oppure , www.ingiustiziaitaliana.com

#2 · ferrante salvatore voghera tortona
6 gennaio 2011, 01:33

rubare l’eredita ai fratelli ?.
Vai dalla delinquente Giudice-Avvocato Minudri di Voghera.
Questa schifosa persona esercita tanto da Avvocato quanto da Giudice, la Legge italiana permette che le due mansioni siano svolte contemporaneamente dalla stessa persona…come dire che un ladro può fare contemporaneamente il poliziotto.
Comunque se vuoi rubare l’eredità dei tuoi fratelli fai come ha fatto mia sorella, Alfonsa ferrante :
1) Intestati la casa di tua madre all’insaputa dei tuoi fratelli.
2) Trovati un avvocato disonesto che parli con la giudice minudri maria in privato e si accordi con lei.
3) Cambia tutte le serrature ed impedisci ai fratelli di andare a trovare vostra madre. In questo modo si riesce ad ottenere , fregare rubare l’eredità .
Cosa importa se la mamma è invalida e le viene sottratto il conforto dei figli…ci penserà la corrotta giudice avvocato Maria Minudri a fare un bel casino, impedendo che i figli vadano a trovare la loro madre
In Italia si sa che l’eredità dei genitori va spartita fra tutti i figli ma ricordo agli italiani che tanti nostri giudici non rispettano le leggi e spesso le applicano in maniera sbagliata, cosicché un fratello o una sorella può fregare tutti gli altri eredi e sequestrare la madre .
Infatti mia sorella, ferrante Alfonsa , ha fatto proprio così, grazie ad un avvocato compiacente, ed alla corrotta giudice minudri maria di Voghera, è cosi riuscita a rubare l’eredità ai fratelli.
La cosa peggiore fu che nostra madre era invalida ed io, Salvatore Ferrante, mi prendevo cura di lei; grazie alle manovre di mia sorella sono stato estromesso dalla vita di mia mamma e non ho più potuto andare a trovarla, difatti la giudice, compiaciuta del fatto che di nascosto mia sorella era riuscita ad intestarsi la casa materna, ha confermato che non avrei più avuto nessun diritto di andare a casa di mia madre!!!
Io mi domando com’è possibile che alla corrotta giudice Minudri permettano di fare sia da giudice che da avvocato. Ci vuole realmente la separazione delle carriere dei Magistrati: l’Avvocato non deve fare da giudice, come il ladro non può fare il poliziotto, specialmente quando si tratta di delinquenti, disonesti e corrotti come la Minudri o come il giudice bianchi di Tortona, altro losco personaggio che ho dovuto fronteggiare intascandosi la tangente, < il pizzo >, per avermi truccato un altro processo . I soldi al giudice li ha dati mio fratello Giuseppe oppure l’avvocato riolfo Graziella ? io sono stato rovinato e derubato da due corrotti schifosi giudici .. . i due giudici non sono stati puniti … i giudici di milano vogliono processare silvio berlusconi ma non vogliono processare e punire i colleghi corrotti … la legge è uguale per tutti , anche per i numerosi giudici corrotti ? volete sapere di piu ? cliccate in google cosi , < ferrante salvatore voghera > – - < salvatore ferrante tortona Voghera > – - < ferrante salvatore milano Voghera > – - < ferrante salvatore canicatti Voghera > scaricate e spedite agli amici . www.cattivagiustizia.com www.ingiustiziaitaliana.com cell . 3482942448 – tel . 038361732

#3 · ferrante salvatore tortona bianchi
9 gennaio 2011, 13:40

no destra . no sinistra . al centro c ‘è casini ? nooo!!! c‘è soltanto casinoo!!! casinooo!! l’italia è finita , distrutta .e anche i vincitori sarano perdenti , perche il premio per chi vince è di avere una italia distrutta . sessuno rispetta piu laltra parte , e laltra parte risponde allo stesso tono . quale esempio riceviamo da chi ci dovrebbe guidare e garantire ? la mia rovina dimostra quello che ho detto . il delinquente corrotto giudice minudri maria di voghera e bianchi di tortona , sono i testimoni che confermano quanto da me scritto . quando vedremo dei giudici corrotti processati davanti il popolo italiano allora potremo cominciare a credere che la legge è uguale per tutti . cercatemi in google cosi , < ferrante salvatore voghera >- – < salvatore ferrante voghera canicatti > – - < ferrante avvocato muggiati laura > – - < salvatore ferrante tortona bianchi > , scaricate e spedite agli amici , www.cattivagiustizia.com www.ingiustiziaitaliana.com tel . 0383/61732 cell . 3482942448

#4 · ferrante salvatore tortona bianchi
16 febbraio 2011, 01:06

giudici di milano corrotti ? 0ppure onesti ? perche hanno protetto il corrotto e schifoso giudice minudri maria di voghera ? il ( c s m ) giudici di roma avevano promesso che i giudici di milano risolvevano la mia denuncia . trovate la lettera dentro i miei siti . i giudici di milano hanno protetto la collega e vogliono processare silvio berlusconi . quando vedremo processare i giudici corrotti d’avanti il popolo ? www.cattivagiustizia.com – www.ingiustiziaitaliana.com – - – tel . 3482942448

#5 · ferrante salvatore tortona voghera
19 giugno 2011, 01:13

giudice faceva sesso con ragazzino e non è stato condannato . trovate i particolari dentro il sito – www.cattivagiustizia.com . quando vedremo un giudice corrotto processato davanti un gruppo di cittadini sorteggiati , allora diremo che la legge è uguale per tutti e torneremo ad amare l’italia . cercatemi 3.000 volte in google cosi ( ferrante salvatore voghera milano )

#6 · ferrante salvatore voghera torino
30 luglio 2011, 22:33

giudice fa prostituire i ragazzi

e fa ancora il giudice .
Giudice del tribunale di Milano sorpreso a fare sesso con un quattordicenne nella toilette di un cinema: assolto perché tre anni prima aveva sbattuto la testa. No, non c’è niente da ridere. Di questi tempi, con un premier indagato a Milano per sfruttamento della prostituzione minorile senza che vi siano agli atti prove certe di un suo rapporto intimo con una diciassettenne, occorre ripensare a certe storture della giustizia. Ecco perché alcuni componenti del Csm hanno sentito il bisogno di rispolverare al Giornale una storiaccia a luci rosse su un magistrato milanese sporcaccione. Gli atti dei tre gradi di giudizio del processo a carico di un ex giudice di corte d’appello e gli approfondimenti svolti dal giornalista Stefano Livadiotti (nel libro scritto nel 2009 «Magistrati l’ultracasta») e prim’ancora dall’ex parlamentare radicale Mauro Mellini (nel pamphlet «il golpe dei giudici») ci consegnano uno spaccato indecente della casta in toga. La vicenda si sviluppa lungo un quarto di secolo, partendo dalla metà degli anni Settanta. La toga in questione si ritrova in un cinema di periferia della Capitale. Per sua sfortuna, in sala, tra gli spettatori, c’è un poliziotto fuori servizio che si precipita nella toilette quando sente urlare «zozzone, zozzone». Era successo che la «maschera» aveva sorpreso il giudice e il ragazzino chiusi in bagno. Quest’ultimo, preso a verbale, confermerà le avances dell’adescatore che, a suo dire, si era avvicinato alla sua sedia, gli aveva sfiorato i genitali riuscendo successivamente a convincerlo a procedere oltre in bagno, in cambio di denaro. E qui, stando al processo, si sarebbe consumato un rapporto orale. Il giudice finisce dritto in cella. Nega ogni addebito ma finisce alla sbarra per atti osceni e corruzione di minore. Contestualmente la Disciplinare del Csm che lo sospende dalle funzioni. La condanna, a sorpresa, è però di lieve entità: un anno appena. «Atteso lo stato del costume» l’approccio sessuale viene considerato dai giudici solo «contrario alla pubblica decenza». In appello il reato diventa «atti osceni». Ma poiché – scrive Livadiotti – il primo «approccio col ragazzino è avvenuto nella penombra e l’atto sessuale si è poi consumato nel chiuso del gabinetto» i giudicanti del giudice imputato arrivano a sostenere che «il fatto non costituisce reato». Il Nostro viene condannato ad appena 4 mesi, ma la Cassazione lo premierà ancor di più annullando la sentenza «senza rinvio», limitatamente al delitto di corruzione di minorenne «a seguito dell’estinzione del reato in virtù di sopravvenuta amnistia». Il Csm si adegua alla Supreme Corte revocando la sospensione dal servizio. Ma la sezione Disciplinare, guidata dal numero due di Palazzo dei marescialli, Vincenzo Conso, è pronta al miracolo. Durante l’istruttoria si fa presente che il medico curante del giudice ha sostenuto di aver sottoposto la toga imputata a intense terapie… tre anni prima «a causa di un trauma cranico riportato per il violento urto del capo contro l’architrave di una bassa porta. Si trattava di ferite trasversali da taglio all’alta regione frontale» dice il sanitario. Tre anni prima? E che c’entra con quanto avvenuto tre anni dopo? Non è chiaro nemmeno perché sia stato chiamato a testimoniare un notaio la cui sorella era stata la dolce metà del giudice: «Il loro fidanzamento è stato ineccepibile dal punto di vista morale». Per i più che comprensivi componenti del Csm, infatti, «ciò che colpisce e stupisce, in questa dolorosa vicenda, è che l’episodio si staglia isolato ed estraneo nel lungo volgere di un’intere esistenza fatta di disciplina morale, studi severi, impegno professionale». Isolato ed estraneo. Per cui le spiegazioni di quel rapporto orale sono due: un raptus o una devianza sessuale. Si propende per la prima ipotesi, anche perché, prendendo a prestito quanto riferito dagli psichiatri, «l’episodio in esame non solo costituisce l’unico del genere ma esso, anzi, ponendosi in contrasto con le direttive abituali della personalità, è da riferirsi a quei fatti morbosi psichici» che iniziati tre anni prima «si trovano in piena produttività» tre anni dopo. Traducendo: la vecchia botta in testa, con un ritardo di oltre mille giorni, è stata fatale. «Ha svolto un ruolo di graduale incentivazione delle dinamiche conflittuali latenti nella personalità – osserva il Csm – fino all’organizzazione della sindrome nell’episodio de quo». Il giudice è diventato scemo in ritardo e solo per un po’, perché è subito tornato normale. «Proprio l’alta drammaticità delle conseguenze scatenatesi del fatto, unita alle ulteriori cure e al lungo distacco dai fattori contingenti e condizionanti – prosegue il Csm – hanno favorito il completo recupero della personalità nella norma, com’è testimoniato dai successivi 8 anni di rinnovata irreprensibilità». S’è trattato di un banale incidente di percorso. L’imputato può tornare a giudicare? Certo. Perché «trattasi di episodio morboso transitorio che ha compromesso per breve periodo la capacità di volere, senza lasciare tracce ulteriori sul complesso della personalità». Il giudice sporcaccione va assolto. Non è punibile, udite udite, perché ha agito «in stato di transeunte incapacità di volere al momento del fatto». Transeunte. Dopodiché è tornato sano come prima, ha ripreso servizio, e stando a quanto racconta l’ex radicale Mellini «è stato valutato positivamente per la promozione a consigliere di Cassazione conseguendo però tale qualifica con un ritardo di molti anni». Ciò ha comportato un cumulo di scatti d’anzianità sullo stipendio di consigliere d’appello. E per il «principio del trascinamento» il giudice si è ritrovato «a portarsi dietro, nella nuova qualifica, lo stipendio più elevato precedentemente goduto grazie a tali scatti e a essere quindi pagato più di tutti i suoi colleghi promossi in tempi normali. Questi ultimi, grazie al principio del galleggiamento, hanno ottenuto un adeguamento della loro retribuzione al livello goduto dal giudice». Fatti due conti, l’onere per lo Stato di questo «marchingegno» ha sfiorato i 35 milioni di euro di oggi. Tanto è costato l’incontro nel wc, transeunte parlando. cerca in google cosi : ( ferrante salvatore voghera milano ) oppure ( giudice di milano fa sesso per soldi con minore ) – www.ingiustiziaitaliana.com – www.cattivagiustizia.com – www.sal-fer.com

Gian Marco Chiocci ferrante telefono – 0383,61732 – cell. 3482942448

Massimo Malpica

Aiuto Textile

Chi sono

Sono stato deputato nella Quindicesima Legislatura, attivo nelle commissioni Cultura e in quella di Vigilanza. Politicamente lavoro all'interno delle forze che si oppongono al governo Berlusconi. Dal 3 dicembre 2007 sono professore emerito di Storia dell'Europa e del Giornalismo nell'Università di Torino.

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Il libro: LA COLPA - Come e perche' siamo arrivati alla notte della repubblica

In una situazione politica di stallo in cui il berlusconismo sembra definitivamente in crisi e gli scenari futuri del Paese appaiono quantomai incerti, Nicola Tranfaglia e Anna Petrozzi propongono una riflessione dialogica sulla storia italiana dal 1943 a oggi. La loro puntuale disamina mette in luce come settori della classe dirigente italiana, degli apparati dello Stato e dell'establishment economico - spesso responsabili di stragi e delitti eccellenti - abbiano condizionato l'alternanza democratica dei governi per mantenere il più possibile inalterati gli equilibri di una società conservatrice e talvolta reazionaria. (continua)

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