Come testimoniare per i testimoni

Più di una volta  mi è successo di pensare alla grande contraddizione che caratterizza il nostro paese:tra i più antichi e ricchi di storia dell'Europa e del mondo occidentale ma sempre più dimentico della propria storia,incurante di ricordare il passato anche recente,proteso a un futuro  incerto e carico di ombre. Domani, per una legge dello Stato approvata dieci anni da un governo di centro-sinistra, si celebra in molte città il giorno della memoria istituito per ricordare le dittature non solo  fasciste del Novecento.

Ci saranno discorsi e dibattiti, film e spettacoli teatrali sulla deportazione nazista e sull'universo concentrazionario. La giornata del 27 gennaio è, non a caso, proprio  quella in cui nel 1945  le armate sovietiche raggiunsero il lager di Auschwitz e liberarono i prigionieri  ancora vivi dopo il trattamento brutale delle SS. I giovani sanno  poco o nulla di quello che è successo durante la seconda guerra mondiale in Europa. A scuola si parla poco di quegli anni e all'università ancora di meno. Poco se ne parla nelle radio e  nelle televisioni (eccetto che in qualche trasmissione benemerita come La storia siamo noi) o in qualche nuovo canale tematico nato con il digitale terrestre. Eppure l'Italia è stata in quel periodo al centro della storia europea. Siamo stati noi italiani a dare per primi nel vecchio continente a vedere il crollo di una democrazia liberale e a cadere in mano al movimento fascista di Benito Mussolini.

Negli anni successivi, quel movimento si è prima trasformato in un vero e proprio partito e ha precipitato il paese in una dittatura moderna e feroce che ha dominato per oltre vent'anni,ha aiutato con forza il movimento nazionalsocialista di Adolf Hitler in Germania e alla fine degli anni trenta è entrato in guerra al fianco dei nazisti contro l'Urss, le democrazie occidentali e quindi   gli Stati Uniti di F.D.Roosevelt.

L'alleanza tra l'Italia fascista e la Germania nazista non è stato né un incidente né un infortunio ma l'espressione di somiglianze indubbie tra i fascismi europei che già nella guerra civile spagnola erano intervenuti insieme a sostenere i generali golpisti guidati da Franco contro la repubblica democratica.

E negli ultimi anni di guerra,dopo la caduta di Mussolini davanti al Gran Consiglio del fascismo il 25 luglio 1943 e la nascita della repubblica sociale italiana i fascisti italiani erano diventati gli alleati e i complici di Berlino collaborando attivamente alla deportazione degli ebrei e degli oppositori del regime,gran parte dei quali finirono nei lager hitleriani.

Dopo otto  anni di ricerche archivistiche  compiute da un gruppo di studiosi dell'Università di Torino,con l'aiuto finanziario della Banca San Paolo(dirette da chi scrive, con l'aiuto di Brunello Mantelli) sono emersi con precisione i dati di quell'azione compiuta nel '43-45 in tutta Italia:vennero deportati circa novemila ebrei e ventitremila oppositori,gran parte dei quali non sarebbero mai ritornati a casa.

Sono già usciti quattro volumi sui deportati e il quinto uscirà nel prossimo aprile presso l'editore Mursia:e i lettori troveranno in quei volumi non solo le biografie di tutti i deportati ma anche decine di saggi che approfondino quelle tragiche vicende.

Si può dimenticare tutto questo ?  

 

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Chi sono

Sono stato deputato nella Quindicesima Legislatura, attivo nelle commissioni Cultura e in quella di Vigilanza. Politicamente lavoro all'interno delle forze che si oppongono al governo Berlusconi. Dal 3 dicembre 2007 sono professore emerito di Storia dell'Europa e del Giornalismo nell'Università di Torino.

Il libro: Vita di Alberto Pirelli (1882-1971) La politica attraverso l'economia

La vocazione di fine diplomatico e le doti di accorto economista fanno di Alberto Pirelli una figura emblematica nel panorama imprenditoriale del novecento, in Italia e nel mondo. La sua vita e la sua opera, tra politica e finanza. In diciotto anni di ricerche e attraverso la consultazione di sedici grandi archivi in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, l'autore ha ricostruito - con un linguaggio accessibile non soltanto agli storici ma a tutti gli appassionati della storia contemporanea - la lunga e avventurosa vicenda esistenziale di Alberto Pirelli, che è stato sicuramente uno dei maggiori industriali e uomini di finanza dell'Italia post-unitaria, dagli inizi del Novecento al miracolo economico degli anni Sessanta. (continua)

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