Stefano Bontade, tra massoneria e mafia

Quello che poi sarà noto non soltanto negli ambienti mafiosi come il principe di Villagrazia è il figlio maggiore di un capomafia, don Paolino Bontà che si afferma nell'immediato dopoguerra e accumula già ricchezze e reputazione negli ambienti del partito cattolico siciliano. Stefano eredita i beni del padre e in più quelli dello zio Mommino che, morendo diabetico, grato delle cure gli lascia tutto il suo patrimonio.

Rampollo d'oro, presente nei salotti aristocratici di Palermo, sposa una donna dell'alta borghesia siciliana, Margherita Teres, e si dedica agli sport di moda, come il tennis, e l'allevamento di cani e di cavalli, ma nello stesso tempo, frequenta gli ambienti sociali altolocati come il conte Cassina, il principe Vanni Calvello di San Vincenzo e Marianello Gutierrez Spatafora. Conduce una vita intensa di affari illeciti come il contrabbando di sigarette e di armi a cui accompagnerà in seguito quello di droga. Alterna al lavoro viaggi di piacere in Svizzera, in Francia ma anche a Roma e a Milano e in Toscana, oltre che a Napoli dove intesse alleanze con la camorra per il contrabbando e altre imprese più o meno losche.

Parla francese e inglese e a Palermo frequenta con la moglie i salotti borghesi più ambiti, accolto dovunque come un uomo ricco e di piacevole conversazione. Alla sua qualifica di capomandamento e componente del vertice di Cosa Nostra aggiunge a un certo punto  l'iniziazione massonica in una loggia segreta detta "Loggia dei 300" che aveva al suo interno personaggi di rilievo nella Palermo degli anni sessanta e settanta.

Grazie alla presenza nella massoneria siciliana, Bontate avvicina con ancor maggior facilità personaggi politici di grande rilievo locale ma anche nazionale come Salvo Lima e l'assessore, poi sindaco, Ciancimino. Crea, a poco a poco, un articolato sistema di potere che si avvale di grande un numero di prestanome e di società di comodo che vincono con facilità tutti gli appalti pubblici nel campo della speculazione edilizia come di attività commerciali e di riciclaggio di denaro sporco ottenuto dai mafiosi e successivamente lavato e restituito in parte almeno agli stessi mafiosi. Ma non si ferma agli affari locali e svolge attività di grossista anche nel traffico di stupefacenti dalla Francia e dagli stati Uniti. Non scende al commercio al dettaglio in cui sembrano eccellere i Greco e i corleonesi ma è saldamente legato alle raffinerie di morfina e di eroina che negli anni settanta fioriscono in Sicilia dopo che i siciliani hanno sostituito i marsigliesi nelle grandi correnti di traffico intercontinentale.

I suoi rapporti con il mondo finanziario non solo siciliano ma nazionale e soprattutto milanese con la presenza di Sindona e dei suoi amici, tra cui figura a un certo punto Silvio Berlusconi con le sue imprese di edilizia, crescono notevolmente negli anni settanta e nello stesso tempo consolida i suoi rapporti con la corrente andreottiana della Democrazia Cristiana siciliana e con i suoi agganci americani. Sicchè a un certo punto l'affare Mattei e la tragica fine dell'imprenditore nell'ottobre 1962  lo trovano indiziato, pur senza seguito, grazie al ruolo importante rivestito con ogni probabilità  nell'attentato a Mattei dal capomafia  Giuseppe Di Cristina, amico fraterno e seguace di Bontate, attraverso gli stretti rapporti dello stesso Bontate con i servizi segreti americani, legati a loro volta alle grandi compagnie petrolifere americane che consideravano lo stesso Matteri come un nemico assai pericoloso.

Così come un ruolo significativo il "principe di Villagrazia" avrebbe probabilmente  rivestito nel rapimento e nell'assassinio del giornalista Mauro de Mauro che, otto anni dopo, aveva incominciato a indagare proprio sull'attentato Mattei. In un contesto di crescente influenza politica e mafiosa, Bontate riesce a ricostituire nel 1975 un governo unitario di Cosa Nostra che lo vede far parte della coalizione con Riina leader militare dei Corleonesi e Badalamenti prima che si scateni la seconda guerra di mafia. Alla commissione sarebbe spettato il commando della intera costellazione mafiosa attraverso riunioni periodiche e una spartizione ragionevole dei profitti legati alla droga, alle armi e agli appalti pubblici sempre più controllati.

Ma si trattò di una tregua temporanea per le crescenti richieste dei Corleonesi ad avere un diritto di esclusiva nei grandi affari legati all'eroina  e per la tendenza dello stesso Bontate a non rispettare fino in fondo i patti che riguardavano le tangenti sugli appalti pubblici e su altri affari con i soci politici. Esisteva peraltro una indubbia differenza di indirizzo da parte di Bontate che voleva assumere un ruolo di mediatore e di padre nobile rispetto alla strategia sempre più chiaramente stragista dei Corleonesi. E fu questo contrasto di fondo, oltre che la diffidenza che aveva  percorso dall'inizio la gestione della commissione a far decidere Riina e i suoi ad eliminare Bontate.

Questi era convinto di essere ancora  il più forte grazie ai legami massonici e politici di cui poteva disporre, all'alleanza con le famiglie americane, al livello militare dei gruppi Badalamenti e Inzerillo, e per questo si sentiva ancora protetto e in grado di respingere gli attacchi dei "viddani" di Corleone. Ma, tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli ottanta, molti che avevano osservato una certa neutralità o non si erano ancora pronunciati come i Greco di Ciaculli passarono dalla parte dei Corleonesi ed ex fedelissimi di Bontate come Saro Riccobono ed Emanuele D'Agostino si allontanavano per salvare la pelle. Così  Bontate che aveva perduto persino l'appoggio del fratello Giovanni si trovò sempre più isolato e, al termine di una festa di famiglia per il suo compleanno, il 23 aprile 1981, volle recarsi da solo con la sua auto nella casa di campagna, incontrando la morte da parte di killer  spietati inviati da Riina che si accanirono sul suo cadavere sfiguarondolo a colpi di P38 e dando inizio a una carneficina che, in qualche mese, fece salire a quasi mille morti il peso della nuova guerra di mafia per consolidare il dominio dei nuovi capi di Cosa Nostra.

 

 

 

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Commenti

#1 · Mario De Lollupis Ex Banque SANPAOLO IMI GROUP AND CAISSE D'EPARGNE
12 marzo 2011, 23:04

ECCONE LE PROVE VIA LINK, DELL’ARRESTO DI PAOLO BARRAI, L’ASSASSINO PEDOFILO MAFIOSO DI MERCATO LIBERO E DI BSI ITALIA SRL MILANO
http://www.eunanoticias.com/noticias/noticia.php?id=1340
http://www.eunanoticias.com/noticias/noticia.php?id=1354
A RICICLARE SOLDI MAFIOSI IN BRASILE, CON LUI, VI ERA ANCHE, IL PEDOFILO ASSASSINO ANDREA GUIDUCCI DI CRIMINALISSIMA RECANTO DO SOSSEG . UN ALTRO MAFIOSO PEDOFILO ASSASSINO, MICHELE MORSELLI DI, SEMPRE CRIMINALISSIMA, RECANTO DO SOSSEGO, E UN TERZO PEDOFILO MAFIOSO ASSASSINO ANDREA CIONI DI BRASILLIONAIRE. MANDANTI DEL MEGA RICICLAGGIO DI CASH DI CAMORRA, NDRAGHETA E MAFIA, ERANO IL PIU’ PORCO LAVATORE DI SOLDI MAFIOSI AL MONDO, GIOVANNI SALVATORE MOTTA DI FINECO BANK IN LUCANIA, IL SUINO LADRONE PEDOFILO ASSASSINO LORENZO PIACENTINI DI DEUTSCHE BANK MILANO, IL BANCHIERE NUMERO UNO DELLA MAFIA MESSICANA, ALFREDO PIACENTINI DI BANQUE SYZ GENEVE, IL MEGA MANDANTE DI ASSASSINI ENNIO DORIS DI BANCA MEDIOLANUM TUTTUNO CON MAFIA SICULA E MAFIA NORDAMERICANA ( GOOGLE MAFIA ENNIO DORIS PAOLO SCIUMERICICLAGGIO, PER AVERNE PROVE), IL NEO SCIACQUONE DI CASH DI MAFIA NAPOLETANA, OSSIA, CAMORRA, E MAFIA CALABRESE, OSSIA, NDRANGHETA, PURE MANDANTE DI ASSASSINI, MASSIMO DORIS, SEMPRE DI BANCA MEDIOLANUM E IL PEDOFILO MAFIOSO, MASSONE KILLER, EDOARDO LOMBARDI DI BANCA ESPERIA. E infine, AVVISO IMPORTANTISSIMO, PLEASE: non usufruite mai, e poi mai, dei servizi della criminalissima, pure, vicina alla Mafia di Palermo e Mafia di Catania, Bsi Italia srl, di Via Socrate 26 a Milano : lavatrice finanziaria di Cosa Nostra, ma anche, di Camorra e Ndrangheta. E’ indagata da duecento Procure in Italia, piu’, in Svizzera, Brasile, e anche dalla Dea Americana. Il pregiudicato pedofilo, parimenti mafioso e assassino Paolo Barrai, di Business Services International Italia srl e di Mercato Libero, vi ricicla soldi malavitosissimi e presto sara’ arrestato per un mare di crimini, e i soldi che vi lascereste, li perdereste tutti! E anche suo padre, tanto quando, mafioso, pedofilo assassino Vincenzo Barrai di organizzante omicidi, criminalissima BSI Italia srl di Via Socrate 26 a Milano, verra’ arrestato a giorni!!!! Lavoravo in Imi e lavoro ora per fantastici servizi segreti anti Berlusconiani, che presto, salveranno l’Italia.
Mario De Lollupis Ex Banque
SANPAOLO IMI GROUP AND CAISSE D’EPARGNE

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Chi sono

Sono stato deputato nella Quindicesima Legislatura, attivo nelle commissioni Cultura e in quella di Vigilanza. Politicamente lavoro all'interno delle forze che si oppongono al governo Berlusconi. Dal 3 dicembre 2007 sono professore emerito di Storia dell'Europa e del Giornalismo nell'Università di Torino.

Agenda

Il libro: LA COLPA - Come e perche' siamo arrivati alla notte della repubblica

In una situazione politica di stallo in cui il berlusconismo sembra definitivamente in crisi e gli scenari futuri del Paese appaiono quantomai incerti, Nicola Tranfaglia e Anna Petrozzi propongono una riflessione dialogica sulla storia italiana dal 1943 a oggi. La loro puntuale disamina mette in luce come settori della classe dirigente italiana, degli apparati dello Stato e dell'establishment economico - spesso responsabili di stragi e delitti eccellenti - abbiano condizionato l'alternanza democratica dei governi per mantenere il più possibile inalterati gli equilibri di una società conservatrice e talvolta reazionaria. (continua)

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