Gaffe Berlusconiane in salsa G8

Sono convinto, non da oggi, che quella parte dell'opposizione che non vuole parlare dell'attuale Presidente del Consiglio e dei suoi errori come delle sue gaffe non ha capito nulla della crisi politica italiana. L'on. Walter Veltroni si è comportato così nella campagna elettorale per le elezioni del 14 aprile 2008 e non ne ha ricavato nessun frutto positivo.

Al contrario è stato costretto, qualche mese dopo, a lasciare la segreteria del Partito Democratico ed è una fortuna che il suo vice diventato segretario provvisorio, l'onorevole Dario Franceschini, ha fatto il contrario, criticando tutte le volte che era il caso errori e gaffe del nostro attuale primo ministro. Ora di fronte ai cori diffusi in gran parte della stampa italiana sull'importanza del G8 all'Aquila e sul ruolo centrale dell'Italia nell'organizzarlo vale la pena, mi pare, avanzare alcune osservazioni. La prima è che il G8 non risolverà nessuno dei gravi problemi che riguardano il nostro paese e il mondo intero e che vanno dalla grande crisi economica che ci sovrasta all'abisso tra i paesi poveri e quelli ricchi,alla questione irrisolta del peggioramento del clima e potremmo continuare ancora in un lungo elenco. E' sempre più evidente che un vertice dal quale sono escluse la Cina, l'India, il Brasile e molti altri grandi paesi serve a poco.

A questo bisogna aggiungere che indirlo all'Aquila, in una città semidistrutta dal terremoto e con 80mila sfollati che vivono ancora in buona parte fuori delle loro case è criminale né si può credere che il G8 prenda provvedimenti specifici per la tragedia abruzzese rispetto alla quale il governo è in una situazione di grave ritardo. Nessuno può prevedere quando gli abbruzzesi ritornerano nelle loro case e in quali condizioni. C'è il rischio ormai concreto che la ricostruzione arrivi con ritardo e con danni assai gravi per la capitale dell'Aquila che è stata per decenni una città di arte e un centro universitario importante. Qualche ora prima dell'inizio del vertice, Berlusconi, da parte sua, ha commesso un'altra gaffe che persino giornali vicini alla destra sono costretti a riportare. Leggo infatti, proprio stamattina, che "secondo Il Messaggero" "non aveva molta voglia di essere accompagnata, Angela Merkel, cancelliere della Germania che al Summit G8 iniziato da qualche ora, tornerà ad insistere su clima ed emissioni. E così a parte una stretta di mano veloce e protocollare, la Merkel non ha fatto nulla per celare il suo disappunto per la presenza del padrone di casa nel tour tra le macerie del terremoto. "E' difficile dirlo in maniera più chiara: Berlusconi, preoccupato per gli attacchi assai duri della stampa straniera, soprattutto inglese, alla sua vita pubblico-privata, ha cercato di risalire nella considerazione dei giornalisti stranieri accompagnando ad Onna la Merkel ma la manovra è fallita per il disappunto del cancelliere tedesco. Peccato. Ma è fatale che le cose vadano così quando si usano i vertici per la propria propaganda personale.

 

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Chi sono

Sono stato deputato nella Quindicesima Legislatura, attivo nelle commissioni Cultura e in quella di Vigilanza. Politicamente lavoro all'interno delle forze che si oppongono al governo Berlusconi. Dal 3 dicembre 2007 sono professore emerito di Storia dell'Europa e del Giornalismo nell'Università di Torino.

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Il libro: LA COLPA - Come e perche' siamo arrivati alla notte della repubblica

In una situazione politica di stallo in cui il berlusconismo sembra definitivamente in crisi e gli scenari futuri del Paese appaiono quantomai incerti, Nicola Tranfaglia e Anna Petrozzi propongono una riflessione dialogica sulla storia italiana dal 1943 a oggi. La loro puntuale disamina mette in luce come settori della classe dirigente italiana, degli apparati dello Stato e dell'establishment economico - spesso responsabili di stragi e delitti eccellenti - abbiano condizionato l'alternanza democratica dei governi per mantenere il più possibile inalterati gli equilibri di una società conservatrice e talvolta reazionaria. (continua)

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