Silvio Berlusconi alla fine si è pentito

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Questo si può dire, senza timore di essere smentiti, di fronte alla dichiarazione che domenica scorsa  il presidente del Consiglio ha  reso ai giornalisti: "Sarà certamente ritirato il disegno di legge che prevede la parificazione tra partigiani e repubblichini".  Una simile dichiarazione ha luogo dopo che Berlusconi ha impiegato più di  15 anni per accettare il giudizio storico sull'Italia  repubblicana, nata dalla Resistenza e consacrata dalla Costituzione del 1948.

Ha parlato, peraltro, di libertà e non di Liberazione e questo lascia un termine di ambiguità che non è accettabile da parte dell'attuale capo del governo. In questo senso non c'è dubbio che resti indietro rispetto al presidente della Camera on. Gianfranco Fini che, pur avendo un passato di massimo dirigente e deputato del Movimento Sociale Italiano, non ha atteso il 25 aprile di quest'anno per riconoscere apertamente che l'antifascismo è un requisito fondamentale per chi ricopra incarichi nelle istituzioni politiche di questo paese.

Sicchè  il solo rischio che l'attuale presidente del Consiglio potrà correre nelle prossime elezioni per la presidenza della repubblica sarà costituito dalla possibile concorrenza del presidente della Camera che, con ogni probabilità, potrebbe aver voti anche dal elettori di centro-sinistra che soprattutto in Parlamento potrebbero esseri costretti a scegliere  tra Fini e Berlusconi.

Naturalmente non tutto è già stabilito ma le probabilità che lo spareggio avvenga tra i due leader della destra sono assai alte sia nel caso che le modalità di elezione del Capo dello stato restino le stesse sia in quello, possibile, di un'elezione diretta da parte di tutti gli italiani. Qualcuno dei lettori si chiederà ma non c'è un candidato del centro-sinistra?Dobbiamo rispondere che per ora il candidato non è venuto fuori e questo mi sembra un segno di buon gusto, visto che l'attuale Capo dello Stato che quasi tutti gli italiani stimano e amano, Giorgio Napoletano, ha ancora quattro anni di mandato. Purtroppo, tuttavia, il candidato di centro-sinistra avrà ancora assai poche probabilità di essere eletto, pur con diverse modalità di elezione. Questa è l'amara previsione che qualsiasi osservatore della politica italiana è costretto a fare almeno nel 2009.

 

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Chi sono

Sono stato deputato nella Quindicesima Legislatura, attivo nelle commissioni Cultura e in quella di Vigilanza. Politicamente lavoro all'interno delle forze che si oppongono al governo Berlusconi. Dal 3 dicembre 2007 sono professore emerito di Storia dell'Europa e del Giornalismo nell'Università di Torino.

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