L'opposizione dev'essere unita ma più radicale. E io mi candido
- Scritto il 20 aprile 2009 in Articoli Unità
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«Premesso che quella esperienza, purtroppo negativa, si è ormai conclusa un anno fa, la scelta di candidarmi per l'Italia dei Valori deriva innanzitutto da una constatazione di fatto: il partito di Antonio Di Pietro ha dimostrato in questi mesi la capacità di esercitare una forte opposizione al governo Berlusconi».
Il che equivale ad una bocciatura per tutti gli altri? «Non è questo il punto, tanto più che il sottoscritto è fermamente convinto della necessità di una politica unitaria dell'opposizione». E allora?
«Il problema è che di fronte all'attuale populismo autoritario, non ci possono essere mezze misure, specie nel lottare per questioni cardine come la difesa della costituzione. Penso, ad esempio, al lodo Alfano, per il cui referendum abrogativo si è schierata con determinazione soltanto l'Italia dei Valori». Argomenti utili soprattutto per una candidatura alle politiche, che cosa si propone in ambito europeo?
«Punti a cui tengo molto sono la lotta alla mafia e l'istruzione. Relativamente al primo aspetto, nel nostro paese si sbaglia insistendo solo sulla repressione giudiziaria senza preoccuparsi di una mobilitazione culturale e civile. Ma la stessa lacuna, di fronte ad un fenomeno che va ben oltre l'Italia, esiste anche in Europa dove spesso mancano norme specifiche per combattere la criminalità organizzata». Riguardo l'istruzione?
«Serve tutelare e potenziare quella pubblica. Inoltre è fondamentale rilanciare la ricerca, specie a beneficio delle nuove generazioni».
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#1 · Valeria Silvestri
21 aprile 2009, 16:13Salve professore, ho copincollato l’intervista qui: http://www.exibart.com/blog/blogmsg.asp?idblog=3988