Why Not: La classe politica contro Genchi

 Il dibattito che si è svolto martedì scorso al Senato sul cosiddetto "caso Genchi" che l'attuale capo del governo Silvio Berlusconi ha definito il "più grande scandalo della Repubblica" merita assai maggior interesse di quello minimo e insignificante che gli han dato i telegiornali e i maggiori quotidiani del paese.

Anche perché il presidente del Copasir, come è noto, è un importante esponente dell'opposizione e  del Partito democratico, l'onorevole Francesco Rutelli, che in quel dibattito  si trova in tutto e per tutto d'accordo con i rappresentanti della maggioranza parlamentare e viene criticato, invece, da un altro pezzo dell'opposizione presente in parlamento, cioè l'Italia dei Valori. La questione è relativamente semplice

Nel suo intervento introduttivo, l'onorevole Rutelli  attacca a fondo l'attività svolta dal vicequestore in congedo e parla a torto di "molteplici strutture tecniche dello Stato spogliate di attività importanti" senza rendersi conto che non da oggi i magistrati sono spinti e autorizzati a servirsi di periti regolarmente retribuiti tutte le volte che si tratti di compiti tecnici che non sono in grado di svolgere personalmente.

Peccato che il senatore Casson del Partito democratico, che è un ex magistrato, la pensi allo stesso modo del senatore Zanda.  E si scandalizza, come ha già fatto Berlusconi, e come fa nel dibattito anche  il senatore Quagliariello dimenticando che il dr. Genchi svolge il suo compito da quasi venti  anni e che il suo lavoro tecnico è stato prezioso e indispensabile per recuperare e riportare alla luce i dati cancellati nell'agenda elettronica del giudice Giovanni Falcone all'indomani della strage di Capaci.

Quel che è grave nel dibattito al Senato, tuttavia, non è soltanto da parte dei rappresentanti dell'opposizione l'aver dimenticato che l'attività peritale è consueta e del tutto regolare, all'interno dell'opera dei magistrati, ma anche da parte di Rutelli l'aver ignorato la necessità di astenersi dal suo compito, visto che nell'inchiesta di Genchi il presidente del Copasir è presente come altri uomini politici dei due schieramenti.

Se si tiene conto che l'inchiesta giudiziaria di De Magistris per Why Not e Poseidone riguarda un centinaio di persone e centinaia di milioni di euro che sono partiti dall'Unione Europea e si sono perduti nelle tasche degli inquisiti piuttosto che nei bilanci italiani a cui erano destinati, la discussione parlamentare appare grottesca ma risponde al bisogno indubbio di una classe dirigente sventurata di nascondere il più possibile le responsabilità e mandare a fondo chi ha tentato di ricostruire i fatti e giudicare i colpevoli.

Segnala questo articolo sui Social Network:



Commenti

Aiuto Textile

Chi sono

Sono stato deputato nella Quindicesima Legislatura, attivo nelle commissioni Cultura e in quella di Vigilanza. Politicamente lavoro all'interno delle forze che si oppongono al governo Berlusconi. Dal 3 dicembre 2007 sono professore emerito di Storia dell'Europa e del Giornalismo nell'Università di Torino.

Agenda

Il libro: LA COLPA - Come e perche' siamo arrivati alla notte della repubblica

In una situazione politica di stallo in cui il berlusconismo sembra definitivamente in crisi e gli scenari futuri del Paese appaiono quantomai incerti, Nicola Tranfaglia e Anna Petrozzi propongono una riflessione dialogica sulla storia italiana dal 1943 a oggi. La loro puntuale disamina mette in luce come settori della classe dirigente italiana, degli apparati dello Stato e dell'establishment economico - spesso responsabili di stragi e delitti eccellenti - abbiano condizionato l'alternanza democratica dei governi per mantenere il più possibile inalterati gli equilibri di una società conservatrice e talvolta reazionaria. (continua)

Cerca


Feed

Feed Rss icon


AddThis Feed Button AddThis Social Bookmark Button

Leggi il blog via email
lascia il tuo indirizzo:



(fornito da FeedBurner)

Facebook

Categorie

Ultim'ora (Ansa)

Diventa Fan di NicolaTranfaglia.com

Il blog di Nicola Tranfaglia on Facebook