Ormai è provato, quella del 1938 fu un'impostazione biologica e non culturale

Il quindicinale La difesa della razza, diretto dal giornalista siciliano Telesio Interlandi dall'agosto 1938 al giugno 1943, è divenuto nell'immaginazione italiana il simbolo del razzismo e dell'antisemitismo fascista. Ma quando nasce l'antisemitismo fascista e quello di Interlandi, il suo grande mentore, in particolare? E che natura ha l'antisemitismo fascista: biologica o spirituale? Francesco Cassata, il giovane storico autore del volume La difesa della razza Politica, ideologia e immagine del razzismo fascista (Einaudi pp.412, euro 34),

non ha dubbi e  consolida, con grande quantità di documenti e testimonianze, una versione storica che chi scrive aveva intuito già negli anni ottanta in Ebraismo e antiebraismo: Immagine e pregiudizio pubblicato dalla Giuntina  e che altri storici come Enzo Collotti ed Emilio  Gentile hanno successivamente sostenuto nei loro lavori. Per Cassata non si può comprendere La difesa della razza, se non si ricostruisce quello che sostiene Interlandi durante la direzione del quotidiano "Il Tevere 1924-43"e poi del settimanale di cultura "Quadrivio"(1933-43". Non si può dire, insomma, come affermò Renzo De Felice nella sua Storia degli ebrei sotto il fascismo che, nell' Italia mussoliniana, ci fu una contrapposizione tra l'Italia antisemita di Interlandi e quella non antisemita di Marinetti perché,"tanto in Interlandi quanto in Marinetti, l'ebreo si configura come lo stereotipo negativo del mito dell'italianità e della modernità dell'arte fascista". Basta leggere le quattrocento pagine del libro per rendersene conto e vale di sicuro la pena farlo per togliersi ogni dubbio su un problema assai importante.

Di fronte alla vigorosa ripresa di manifestazioni razziste che percorrono le nostre cronache quotidiane, gli atteggiamenti degli italiani oscillano tra quelli che vogliono ad ogni costo negare che nel nostro paese ci sia stato e ci sia oggi razzismo e chi si interroga ancora sul nostro passato e fa fatica a conciliare un'immagine positiva di oggi con quello che ha fatto il fascismo per più di vent'anni. Ebbene, grazie alla ricerca di Cassata, oggi ci si può chiarire le idee sull'antisemitismo fascista. Leggendo i numerosi articoli di Interlandi sul quotidiano romano negli anni venti, ci si rende conto che "l'antisemitismo e il razzismo non sono per Telesio Interlandi, il frutto di una scelta improvvisa, cinica e opportunistica...ma rappresentano un nucleo sostanziale e strutturale della sua formazione intellettuale e della sua Weltanschaung.

In secondo luogo, il legame tra Interlandi e Mussolini autorizza a considerare in controluce gli articoli razzisti e antisemiti del "Tevere" e di "Quadrivio" non solo come invenzioni propagandistiche caratteristiche di un giornalista o come isolati eccessi di un fascista radicale, ma come cartina di tornasole  del "pensiero segreto"del dittatore e del complesso e non lineare sviluppo delle sue posizioni in materia di razzismo e di antisemitismo." Di qui la complessità del quadro storico, di cui La difesa della razza è soltanto l'episodio finale che sfocerà con la Repubblica Sociale nella complicità manifesta con il disegno nazista della Shoà, cioè della deportazione e del massacro finale degli ebrei. Cassata analizza, con grande rigore e precisione, il quadro che si configura negli anni  trenta e il passaggio dall'antigiudaismo cattolico all'antisemitismo politico che ha diversi protagonisti di diversa origine dottrinale ma, alla fine, concordi in una visione antropologica che pone gli ebrei nella posizione del nemico della religione come dell'umanità.

Ha scritto di recente  lo storico cattolico Renato Moro : "da un lato, le "religioni laiche" della politica assumono al loro interno parte della tradizione religiosa; dall'altro, lo stesso discorso dei cattolici tende a far propri molti elementi caratterizzanti delle nuove ideologie totalitarie, nel nostro caso il razzismo." Ed è proprio quello che avviene negli anni che segnano l'egemonia dell'antisemitismo nel regime fascista, cioè dalla metà degli anni trenta alla caduta della dittatura. Il volume di Cassata è assai ricco di esempi e di citazioni che mostrano l'itinerario di Mussolini verso il razzismo biologico. " Nell'agosto 1935 - ricorda l'autore - Mussolini chiede al Ministero delle colonie di predisporre un piano di azione per evitare il formarsi di una generazione di mulatti in Africa Orientale. Due mesi prima, nel giugno, il dittatore ha preparato con cura il reinserimento nella sua Opera Omnia di un precoce articolo antiebraico del 1908, destinato ad essere pubblicato da De Begnac nel 1937. Tanto la campagna contro il "meticciato"quanto la persecuzione antiebraica conoscono un rilevante giro di vite sull'onda dell'impresa militare di conquista dell'Etiopia." Uno dei capitoli più interessanti del libro è dedicato alla campagna svolta da Difesa della razza sulla politica per bonificare la razza contro i pericoli di degenerazione che verrebbero dalla mescolanza soprattutto con gli ebrei o "i negri". E dimostra, senza possibilità di smentite, che l'antisemitismo e razzismo fascista si qualifica essenzialmente come "biologico" piuttosto che "spirituale".

   

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Commenti

#1 · Michele Nista
23 ottobre 2008, 01:27

Quei tempi stan tornando, ma per davvero, per lo meno tra Arcore e Corleone; col tutto diretto dalla nuova capitale d’Italia, la Berlusconianissima
ARCO……..R…….LEONE
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
TRA MONTAGNE DI TAVOR E ENORMI INCIUCIONI CONTINUAN I DISASTRI DI WALTER VELTRONI
E’ ora di dircela tutta, se non ora, quando? Che altro deve succedere ( come scrive spesso un blogger che ammiro), visto che l’Italia, e’ per me, ormai, in stra pieno, una neomonarchia neomedioevale non piu’ fondata sul lavoro, ma direi, molto piu’, su mafia, camorra, ndrangheta e “ fascismoderno”? Molti massoni, ( il)liberal, Rotariani, Lions clubboni, al medesimo tempo dirigenti del Pd, son, per me, corrotti, di certissimo nell’animo, ma, sarei sicuro, anche presso qualche fiduciario di isolette esotiche, da Silvio Berlusconi. Qs continuare della attuale dirigenza Pd, col “ isolati e’ bello, via questo, via quello, soli soli, solissimi”, o e ‘ sinonimo di primi segni di demenza senile, o e’ sinonimo di doppiogiochismo, incentivato finanziariamente, e/o massonicamente! E io mai fu antisemita, facciamo poco i furbi, son da sempre antinazifascista proprio per quella ingiustizia disumanissima indimenticabile che fu la Shoah. Ma l’evidenza e’ l’evidenza! Date piu’ retta al cuore e meno agli “amicidegliamici” incappucciati trasversaloni del “mafiosissimo e fascistissimo dentro”, ladronelardone infiltrone spione Giuliano Ferrara ( mai da scordare che era dietro Giuliano Tavaroli, Emanuele Cipriani e che voleva far mettere un esplosivo sul set de Il Caimano, per far uscire lo steso film in ritardo rispetto alla primavera 2006), cosi’ come a quelli del suo “ partito liquido ( esatto come il cianuro o la diarrea)”. Vi rifaccio qs mia profezia, spontanea, di stomaco, e, di solito, in qs casi, mai fin’ora mi sbagliai: a partire dal 2012, qs Italia neomonarchica, neomedioevale, maf..ascista, fascismoderna, massonazista, assomigliera’ devastantemente al Paraguay di Stroessner, ma a quello del 1979, pero’. Con i primi casi di desaparecidos politici. Non mi credete? Ridete arrogantemente, nonche’ snobbamente, solo perche’ vi aspetta giu l’auto blu, due autisti assonnati e il risottino al tartufo e champagne nel ristorantino “ chiclefreak”, da 120 euro, pagatovi dallo Stato, ossia da 60 milioni di persone? Di fessi? Ridete ora ancor piu’ a crepapelle, gia’ sapendo pero’ che io ho ragione e voi torto? Apposto: tenete qs post fino al 2012, poi rileggetelo, e forse, vi verranno i brividi.. I Berluscones, anzi I “neo apartheidisti” razzistissimi maf..ascisti Berlusxuxluxclones, son per me, esattamente come il loro simbolo di Canale 5: dei biscioni assassini. Diceva bene di loro specialmente Gianni Agnelli: “ gli dai il dito e ti prendono il c…”. Guardia alta, e tantissimi girotondi ( il centro sin spacco’ Berlusconi specialmente tra il 2002 e il 2006, allorche’ vi erano un mare di girotondi: che caso, eee), o vedrete che fra un po’ di anni, alcuni militanti e bloggers per bene, i piu’ tosti, i piu’ agguerriti, di centro sin, che magari amate, a un certo punto scompariranno. GUARDIA ALTISSIMA, NERVI TESI, GRINTA ENORME, ATTIRBUTI IN FIBRILLAZIONE E ANCHE IL GIUSTO AMMONTARE DI BAVA ALLA BOCCA. A MALI ESTREMI, ESTREMI RIMEDI.
Ps Ma se Walter Veltroni ama isolarsi cosi’ tanto, non puo’ fare un partito tutto suo, anzi, suo e dell’altro amante del suo “moscimo”, Goffredo Bettini, chiamarlo “250 mila Tavor”, molare il Pd e quindi finalmente farlo dirigere a uno A CUI PIACE VINCERE DAVVERO E CHE SALVI L’ITALIA DA STA BANDA DI MAFIOSI AL POTERE ORA? Walter Veltroni, se vai avanti cosi’ sarai ricordato in eterno come lo sdoganatore del secondo regime fascista italiano, ma per davvero.

#2 · Gianni
12 settembre 2010, 21:50

Mi piace tantissimo Michele Nista. Michele Nista e’ un fuoriclasse, sta facendo guadagnare nei mercati finanziari, oceani di soldi a tutti, e lo fa, chiedendo in cambio, solo una mano ai piu’ poveri del mondo. Specie in Italia, ci vorrebbero molti meno bastardi assassini tiranni criminali, come Silvio Berlusconi e Marina Berlusconi, e’ piu’, grandissimi uomini, vincenti, con fiuto per affari impareggiabile, e allo stesso tempo, cuore enorme, unito a gran anima, come Michele Nista

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Chi sono

Sono stato deputato nella Quindicesima Legislatura, attivo nelle commissioni Cultura e in quella di Vigilanza. Politicamente lavoro all'interno delle forze che si oppongono al governo Berlusconi. Dal 3 dicembre 2007 sono professore emerito di Storia dell'Europa e del Giornalismo nell'Università di Torino.

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Il libro: LA COLPA - Come e perche' siamo arrivati alla notte della repubblica

In una situazione politica di stallo in cui il berlusconismo sembra definitivamente in crisi e gli scenari futuri del Paese appaiono quantomai incerti, Nicola Tranfaglia e Anna Petrozzi propongono una riflessione dialogica sulla storia italiana dal 1943 a oggi. La loro puntuale disamina mette in luce come settori della classe dirigente italiana, degli apparati dello Stato e dell'establishment economico - spesso responsabili di stragi e delitti eccellenti - abbiano condizionato l'alternanza democratica dei governi per mantenere il più possibile inalterati gli equilibri di una società conservatrice e talvolta reazionaria. (continua)

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