Berlusconi: scacco matto
- Scritto il 3 luglio 2008 in Articoli Manifesto
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Che cosa rispondono oggi le opposizioni di fronte a quello che è accaduto? L'Italia dei Valori ha capito l'inghippo prima degli altri e conduce da tempo un'opposizione netta ai disegni del capo del governo. Il partito Democratico oscilla e si sta spostando verso un'opposizione più chiara (ma con molta lentezza) perché è ormai chiaro che gli italiani, una volta di sinistra, hanno purtroppo votato a destra di fronte al far play dei mesi scorsi. Staremo a vedere, ma diciamo fin da adesso che in questa situazione chi non chiama i cittadini a manifestare contro il governo qui e subito si assume forti responsabilità sull'avvenire. Soprattutto se non si coglie insieme, come va colta, la contraddizione di fondo che agita la maggioranza in queste settimane. Mi riferisco al combinato disposto in base al quale si affretta l'iter legislativo del doppio decreto salvapremier, di quello sulle intercettazioni e del pacchetto sicurezza che contiene al suo interno anche la norma che prescrive le impronte digitali dei piccoli Rom nelle nostre città.
Se non si coglie insieme l'uno e l'altro aspetto c'è il rischio di accettare l'idea paradossale della destra in base alla quale quelle impronte digitali sono assolutamente da prendere non per applicare un criterio francamente razzista nei confronti dei piccoli Rom e Sinti ma per averne soltanto un neutrale censimento necessario a toglierli dalla strada. A ragione il presidente dell'Unicef Italia, autore di un forte appello, ha già sottolineato che altri sono i modi per integrare i minorenni e toglierli dalla strada per mandarli a scuola. Manca da molti anni (2004) un piano nazionale dell'Infanzia in questo paese, non c'è un'autorità garante per questi problemi, la disattenzione è evidente e quando si sceglie come unica misura quella discriminante che viola l'eguaglianza dei cittadini e discrimina quei bambini come se fossero per natura piccoli delinquenti, si va subito oltre le regole costituzionali e si mette sul piatto una concezione puramente repressiva e discriminatoria accantonando il piano della cura e dell'integrazione per scegliere soltanto la dura repressione del possibile reato.
Come si fa a non cogliere la misura del degrado costituzionale e umano che sottende a una simile scelta nello stesso momento in cui si punta all'impunità totale dell'unto del Signore, asceso ancora una volta al soglio del potere. C'è da restare senza parole di fronte a una simile arroganza o all'intervento di intellettuali come Ernesto Galli della Loggia che sul "Corriere della Sera" di domenica scorsa rinvia a un futuro indeterminato di compiuta riforma della giustizia, qualsiasi giudizio sulle iniziative anticostituzionali del governo.
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#1 · giuseppe
7 luglio 2008, 13:33non cambierà mai nel demonizzare l’avversario professore, nè si rassegnerà ad una sconfitta dei comunisti cercata e meritata (e democratica!!). Se pensa di vivere in un paese non democratico e di degrado (ma i rom non ci sono da quattro mesi in itaia, sono qui da anni…), emigri qualche anno in russia, o in moldavia, o in cina, o a cuba, dove ci sono i comunisti e dove invece la democrazia è ben presente e la popolazione felice… e poi, mi perdoni, citare “l’unto del Signore” in maniera sarcastica è un offesa per i cattolici, perchè Dio con la politica, non c’entra davvero nulla.
Saluti