Berlusconi: scacco matto

Il pasticcio ormai è fatto e non è facile andare oltre. Ancora una volta i media, in parte prevalente legati a Berlusconi nel nostro paese, hanno spinto (riuscendovi per la sua drammatica debolezza) l'opposizione di centro-sinistra, e, in particolare, il partito Democratico, a credere alla favola del Cavaliere che, in campagna elettorale e, nei primi due mesi di governo, ha fatto finta di esser diventato democratico e di richiedere all'opposizione l'accordo sulle regole costituzionali ma subito dopo ha tirato fuori gli artigli e oggi siamo alle prese con una decretazione assurda che sta distruggendo i principi fondamentali dello stato di diritto in Italia.

Che cosa rispondono oggi le opposizioni di fronte a quello che è accaduto? L'Italia dei Valori ha capito l'inghippo  prima degli altri e conduce da tempo un'opposizione netta ai disegni del capo del governo. Il partito Democratico oscilla e si sta spostando verso un'opposizione più chiara (ma con molta lentezza) perché è ormai chiaro che gli italiani, una volta di sinistra, hanno purtroppo votato a destra di fronte al far play dei mesi scorsi. Staremo a vedere, ma diciamo fin da adesso che in questa situazione chi non chiama i cittadini a manifestare contro il governo qui e subito si assume forti responsabilità sull'avvenire. Soprattutto se non si coglie insieme, come va colta, la contraddizione di fondo che agita la maggioranza in queste settimane. Mi riferisco al combinato disposto in base al quale si affretta l'iter legislativo del doppio  decreto salvapremier, di quello sulle intercettazioni e del pacchetto sicurezza che contiene al suo interno anche la norma che prescrive le impronte digitali dei piccoli Rom nelle nostre città.

Se non si coglie insieme l'uno e l'altro aspetto c'è il rischio di accettare l'idea paradossale della destra in base alla quale quelle impronte digitali sono assolutamente da prendere non per applicare un criterio francamente razzista nei confronti dei piccoli Rom e Sinti ma per averne soltanto un neutrale censimento necessario a toglierli dalla strada. A ragione il presidente dell'Unicef Italia, autore di un forte appello, ha già sottolineato che altri sono i modi per integrare i minorenni e toglierli dalla strada per mandarli a scuola. Manca da molti  anni (2004) un piano nazionale dell'Infanzia in questo paese, non c'è un'autorità garante per questi problemi, la disattenzione è evidente e quando si sceglie come unica misura quella discriminante che viola l'eguaglianza dei cittadini e discrimina quei bambini come se fossero per natura piccoli delinquenti, si va subito oltre le regole costituzionali e si mette sul piatto una concezione puramente repressiva e discriminatoria accantonando il piano della cura e dell'integrazione per scegliere soltanto la dura repressione del possibile reato.

Come si fa a non cogliere la misura del degrado costituzionale e umano che sottende a una simile scelta nello stesso momento in cui si punta all'impunità totale dell'unto del Signore, asceso ancora una volta al soglio del potere. C'è da restare senza parole di fronte a una simile arroganza o all'intervento di intellettuali come Ernesto Galli della Loggia che sul "Corriere della Sera" di domenica scorsa rinvia a un futuro indeterminato di compiuta riforma della giustizia, qualsiasi giudizio sulle iniziative anticostituzionali del governo.  

 

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Commenti

#1 · giuseppe
7 luglio 2008, 13:33

non cambierà mai nel demonizzare l’avversario professore, nè si rassegnerà ad una sconfitta dei comunisti cercata e meritata (e democratica!!). Se pensa di vivere in un paese non democratico e di degrado (ma i rom non ci sono da quattro mesi in itaia, sono qui da anni…), emigri qualche anno in russia, o in moldavia, o in cina, o a cuba, dove ci sono i comunisti e dove invece la democrazia è ben presente e la popolazione felice… e poi, mi perdoni, citare “l’unto del Signore” in maniera sarcastica è un offesa per i cattolici, perchè Dio con la politica, non c’entra davvero nulla.
Saluti

#2 · Nicola Tranfaglia
10 luglio 2008, 13:55

Mi pare che i suoi giudizi siano del tutto fuori luogo. Abbiamo un capo di governo che calpesta ogni giorno la costituzione per curare i suoi interessi personali, di solito illeciti. Nel testo ho fatto riferimento a fatti precisi come il decreto blocca processi del premier e la politica razzista nei confronti dei Rom. Se per lei questa è avversione pregiudiziale, non so più che cosa significano le parole

#3 · marilu'
10 luglio 2008, 22:34

Caro Professor Tranfaglia,

Quelli di giuseppe sono i commenti tipici di chi non ha argomentazioni. Ricordiamo poi a giuseppe, che non c’e’ bisogno di andare a scomodare la cina, la russia, cuba o altro, per sapere come si vive senza democrazia e liberta’: noi italiani lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle, abbiamo toccato con mano la dittatura, quindi, giuseppe e il suo signore ci risparmiassero le solite menate sui komunisti.

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Chi sono

Sono stato deputato nella Quindicesima Legislatura, attivo nelle commissioni Cultura e in quella di Vigilanza. Politicamente lavoro all'interno delle forze che si oppongono al governo Berlusconi. Dal 3 dicembre 2007 sono professore emerito di Storia dell'Europa e del Giornalismo nell'Università di Torino.

Agenda

Il libro: LA COLPA - Come e perche' siamo arrivati alla notte della repubblica

In una situazione politica di stallo in cui il berlusconismo sembra definitivamente in crisi e gli scenari futuri del Paese appaiono quantomai incerti, Nicola Tranfaglia e Anna Petrozzi propongono una riflessione dialogica sulla storia italiana dal 1943 a oggi. La loro puntuale disamina mette in luce come settori della classe dirigente italiana, degli apparati dello Stato e dell'establishment economico - spesso responsabili di stragi e delitti eccellenti - abbiano condizionato l'alternanza democratica dei governi per mantenere il più possibile inalterati gli equilibri di una società conservatrice e talvolta reazionaria. (continua)

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