I naufraghi del PD
- Scritto il 19 marzo 2008 in Politica
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Siamo di fronte a un attacco di schizofrenia da parte di un intellettuale e scrittore che ha fatto finora cose egregie e non di rado anticonformiste ma che sembra essere approdato a un completo cinismo. Deaglio con questa presa di posizione sembra dire agli italiani che bisogna arrendersi. Che PD e PDL si assomigliano e che tuttavia ha senso schierarsi per il primo e assistere tranquilli al governo di larghe intese e a quello che seguirà.
Ma siamo davvero a questo punto? E ha senso accettare la visione veltroniana e berlusconiana del "voto utile" soltanto se dato a uno dei due maggiori partiti? O non ha senso invece schierarsi con la Sinistra Arcobaleno, opporsi alla scomparsa definitiva di chi difende la costituzione repubblicana, i diritti delle masse lavoratrici, l'opposizione decisa alla visione che la destra vuole imporre nel paese come nel mondo?
E' l'interrogativo questo che Deaglio accantona alla fine di un'analisi assai vicina alla nostra e che avrebbe dovuto portarlo all'opposizione netta all'accordo Berlusconi-Veltroni che sta dominando la campagna elettorale? C'è da restare sconcertati e insistere per un voto utile in senso più ampio e netto di quel che superficialmente o meglio in mala fede ci viene proposto ogni giorno dalle tv e dai giornali.
Giriamo la domanda anche a Diario.
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