Il pasticcio dei test universitari

C'è una contraddizione chiara tra quel che dice la costituzione repubblicana a proposito del diritto di tutti i capaci e i meritevoli di studiare a ogni livello, in particolare a quello superiore e la chiusura di alcune facoltà e corsi di laurea agli studenti che non superano i test o a quelli che non lo superano con il punteggio massimo.

Se il sistema universitario italiano, e dunque la classe dirigente che lo guida, non è in grado di garantire a tutti gli studenti di intraprendere gli studi universitari contravviene a questo principio fondamentale della costituzione. Se non fa nulla per superare una simile contraddizione a livello di strutture e di docenti.

Ma quel che si è verificato nei test per le prove di ingresso nella Facoltà di Medicina e Chirurgia è ancora peggio perché due quesiti erano formulati in maniera errata. Non c'è dubbio, a mio avviso, che le prove vadano ripetute.

E soprattutto, come tanti di noi professori abbiamo richiesto, bisogna lasciar da parte i test  così come vengono formulati e pensare ad altre prove di verifica. Sarà più difficile e lungo il percorso, pazienza ma non si può proseguire così.

Chiunque ha partecipato o guidato una sessione di test per l'ammissione in campo umanistico o scientifico ha constatato la difficoltà di verificare la maturità dello studente o le sue attitudini culturali e scientifiche. Molti lo hanno scritto e detto negli ultimi anni.

E' necessario che il Ministero da una parte, gli accademici dall'altra, si pongano di nuovo e con strumenti diversi i problemi di una selezione difficile che conta molto in un momento decisivo della carriera dei giovani. Resta il problema delle strutture.

C ‘è bisogno da parte del governo di centro sinistra di investire in maiera assai maggiore su questo settore della spesa pubblica considerandolo un investimeto prioritario e decisivo per il futuro del paese. Avverrà nella prossima finanziaria? Consentitemi di dubitarne molto.

 

 

 

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Chi sono

Sono stato deputato nella Quindicesima Legislatura, attivo nelle commissioni Cultura e in quella di Vigilanza. Politicamente lavoro all'interno delle forze che si oppongono al governo Berlusconi. Dal 3 dicembre 2007 sono professore emerito di Storia dell'Europa e del Giornalismo nell'Università di Torino.

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